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Il termovalorizzatore? Sarà di taglia medio-piccola, uno solo e facile da raggiungere, utile per calore ed energia, non a Terni. E la sfida diventa europea

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Dopo la falsa partenza col mega progetto di A2A a Gualdo, bocciato dalla Regione (col Comune alla finestra), si riparte con tanti soggetti interessati. Anche internazionali. E il problema di trovare l’area giusta (a Pietramelina sono scettici)

Rifiuti
di Marco Brunacci

PERUGIA – Sapete che il termovalorizzatore dovrebbe entrare in funzione tra più di 5 anni, sempre che non ci siano intoppi? Beh, però liti e polemiche sono già scoppiate. La più importante quella tra Regione (Morroni) e 2A2, il gigante lombardo dei rifiuti che è anche azionista di Tagina, l’azienda della ceramica high quality di Gualdo Tadino.

La 2A2 ha presentato un progetto monstre, un impianto gigante e la Regione non ha solo risposto picche. Ha proprio detto che la richiesta era improcedibile.
Ora lasciamo stare se dietro la vicenda ci sia anche un aspetto “tecnico”: magari A2A non ha tenuto conto che le scelte di questo tipo spettano alla Regione ed ha parlato più col Comune di Gualdo Tadino che con l’assessorato regionale preposto, quello di Morroni.
Ma questo è già il passato. Il futuro è il bando dell’Auri (avrà 4 mesi per stabilire quali aree sono vocate in Umbria per un termovalorizzatore) insieme alle linee guida stabilite dalla Regione.
Morroni in persona ha ricordato che la Regione vuole un solo termovalorizzatore per tutta la Regione, che deve essere di taglia medio-piccola (da 160mila), produrrà energia e calore, sarebbe quindi perfetto in aree industriali facilmente raggiungibili, con collegamenti in tutta la Regione. Va aggiunto che Terni viene escluso di fatto dalle aree che possono essere interessate.
Dentro questo quadro andranno fatti i giochi. E si capiscono certi rumors – per altro tutti da confermare – che danno Acea in movimento da Terni su Perugia e altri interessamenti anche da parte di soggetti europei del settore.
2A2, a questo punto, può prendere atto della bocciatura del suo primo progetto e proporne un altro più piccolo, insistendo però – questo sembra inevitabile – sul territorio del Comune di Gualdo Tadino, visto che la società ha interesse che vengano smaltiti i rifiuti della ceramica. Oppure può decidere di mollare il termovalorizzatore e perfino l’Umbria, dando per buone certe voci.
Le aree dell’Umbria dove possono nascere questo tipo di impianti però non sono molte. Su Pietramelina c’è molto scetticismo nel Comune di Perugia. Altre aree industriali ben collegate con il resto dell’Umbria? Non sono facili da definire.
Certo: questo è solo il calcio di inizio di una partita lunga, che di sicuro è una grande riforma, visto che per la prima volta si chiude il ciclo dei rifiuti dentro la regione, ma che andrà comunicata bene. Sicuramente meglio, dopo la falsa partenza col progetto gualdese di A2A.

Ma continuano le rievocazioni del 1416?

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