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Laterizi e manufatti in cemento, rinnovato il contratto nazionale: in Umbria interessa 18mila persone

Arrivano aumenti. Confindustria Umbria in prima linea al tavolo nazionale con il presidente Briziarelli e il direttore generale Cascioli

PERUGIA – Si è conclusa a Roma la trattativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale laterizi e manufatti in cemento. L’accordo è stato sottoscritto dal Raggruppamento Laterizi di Confindustria Ceramica, Assobeton e le organizzazioni sindacali di settore Feneal, Filca e Fillea.

Un ruolo di primo piano ha avuto Confindustria Umbria con il presidente Vincenzo Briziarelli alla guida della delegazione del Raggruppamento Laterizi di Confindustria Ceramica e il direttore generale Simone Cascioli portavoce al tavolo nazionale di tutta la delegazione datoriale.
L’intesa arriva dopo circa tre mesi dall’avvio del confronto.
La soluzione individuata per il rinnovo del CCNL, che interessa circa 18mila addetti, prevede un prolungamento da 36 a 42 mesi della vigenza contrattuale, permettendo di erogare 100 euro lordi a regime e un incremento medio di 85,7 euro lordi mensili ai dipendenti delle aziende con tre tranche (luglio 2022, ottobre 2023, febbraio 2025) senza nessun aumento di costo per l’anno 2024. Nessun arretrato sarà riconosciuto per il periodo marzo-giugno 2022.
«È stata una trattativa non facile – ha affermato Vincenzo Briziarelli – ma che ha in ogni caso portato a risultati interessanti per le nostre delegazioni datoriali. Siamo soddisfatti perché la controparte, durante questi mesi di trattativa, ha compreso le difficoltà delle aziende del nostro settore dovuti soprattutto ai rincari energetici e dei costi delle materie prime. Il prolungamento della vigenza contrattuale di un ulteriore semestre, così come l’apposizione di una causale ad hoc consentita dalla legge per contratti a tempo determinato fino a 24 mesi, rappresentano per noi un risultato molto importante. L’equilibrio complessivo raggiunto consente quindi di dare un concreto segnale alle aziende e ai lavoratori in termini di tutele economiche e riconoscimenti salariali, per affrontare in modo adeguato i prossimi anni di lavoro».

Briziarelli e Cascioli

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