L’Umbria cuore verde della sostenibilità: così imprese e istituzioni creano sviluppo green

L’incontro

PERUGIA – Un nuovo modello di sviluppo, ispirato dal Pnrr e dal green deal europeo. Per rendere il Cuore verde d’Italia un territorio adatto per una crescita economica, sociale, trasparente e soprattutto vicina all’ambiente.

Questo l’obiettivo di “Umbria laboratorio di sostenibilità”, l’incontro promosso da Fondazione progetto Valtiberina, in collaborazione con Regione Umbria, Assobenefit, B Corp e il Comune di Perugia: un incontro in una pienissima sala dei Notari in cui istituzioni e imprese umbre si sono confrontate su un nuovo modello di sviluppo a partire da alcune tra le più significative esperienze e ricerche internazionali: il “Sistema B” implementato nella provincia argentina di Mendoza e la proposta di “Regional Impact Index” sviluppato a Melbourne, in Australia. Uno sguardo internazionale caduto poi sull’evoluzione del movimento delle B-Corp., sempre più importante a livello globale. Approfondito poi anche il caso italiano con la legge sulle “società benefit” che permette alle imprese di inserire finalità specifiche di beneficio comune nell’oggetto sociale rendendo così la sostenibilità un elemento costituivo dell’impresa stessa, il cui scopo sarà di generare allo stesso tempo sia profitto che impatto positivo su ambiente e società.

«L’Umbria è una regione nella quale la collaborazione tra imprese e istituzioni può dare frutti preziosi per economia. Anche noi amministratori siamo chiamati a accogliere la sfida del Pnrr, perché le risorse vengano utilizzate con un cambio di mentalità, con progetti adeguati alle nostre comunità e un nuovo vero progetto di convivenza civile. Insieme potremo invertire la rotta di una crisi, ma occorrono riflessioni nuove e comunione di intenti». Così il sindaco Andrea Romizi ha aperto l’incontro, introducendo l’intervento di Massimo Mercati, vicepresidente della Fondazione Progetto Valtiberina, a cui sono seguite le parole di monsignor Francesco Soddu, vescovo di Terni e delegato della Conferenza episcopale umbra. «Questi temi rendono molto sensibili le corde ecclesiali, ci toccano profondamente. Una società non può essere sostenibile se non parte dagli ultimi», ha sottolineato il vescovo richiamando le parole di papa Francesco.

«Il tema che ci siamo posti è molto stimolante e raccoglie la sfida che dobbiamo affrontare per portare a meta alcuni obiettivi, strategici e necessari per un cambiamento di marcia in una regione come la nostra – ha detto la presidente della Regione Donatella Tesei -. In questo momento questo tema accompagna un tema importante come quello del Pnrr, della nuova programmazione, dell’utilizzo delle risorse. Lo scopo ultimo? È il benessere delle persone: tutte le nostre azioni devono portare a questo risultato finale. Benessere significa tutela dell’ambiente e del creato, significa mantenere quello che abbiamo, ma sostenibilità significa anche consentire alle nostre aziende di poterlo essere». La presidente ha accennato anche al protocollo sull’hydrogen valley firmato con il presidente del Consiglio Mario Draghi, ha parlato di giovani e salari, ribadendo la necessità di un «lavoro di squadra» e che le imprese abbiano come fine ultimo «quello della responsabilità sociale: tutte le altre azioni devono essere finalizzate a questo».
Dopo gli interventi di Pedro Tarak, cofondatore di Sistema B, e di Matt Sykes, fondatore di Regeneration Projects, sulle esperienze internazionali, previsto il dibattito tra alcune delle più importanti imprese del territorio – Aboca, Arvedi, Conad Pac 2000, Consorzio Eco V print, Margaritelli, Monini – che proprio per la loro diversità di dimensione, settore e governance hanno portato un contributo concreto nel dialogo con la Regione.
L’approccio delle imprese nei confronti della sostenibilità, infatti, ha registrato una netta trasformazione nel corso degli ultimi dieci anni in cui la sostenibilità è diventata un elemento strategico che consente di acquisire un vantaggio competitivo. Un nuovo modello di sviluppo appare possibile grazie alla sinergia tra imprese e istituzioni, un modello capace di creare vero valore per tutti gli attori della filiera e rendere l’Umbria un punto di riferimento per la transizione ecologica.

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