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Rivoluzione sanità, con l’incubo debito: subito via ai reparti doppione e spesa farmaceutica da disboscare. Sei mesi per farcela

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | La guerra ha cancellato l’emergenza Covid dall’agenda del Governo che non paga il 2022. Lasciando il cerino in mano alle Regioni. Summit riservato col sindacato. Si parte con gli interventi insieme all’università. Esempi: si farà una sola chirurgia robotica dalle 4 di oggi. Foligno e Spoleto da razionalizzare

di Marco Brunacci

Umbria7 aveva annunciato un cambio di passo in sanità. Si comincia da oggi con un doppio salto mortale. I sindacati sono usciti da un confronto con la Regione, da una parte, molto preoccupati, dall’altra convinti che qui ci si gioca il futuro della gente ed è compito anche loro indicare e condividere soluzioni. Non è davvero tempo per la propaganda.

Per capire: quale è la novità? La guerra ha cancellato definitivamente l’emergenza Covid dell’agenda del Governo. Ora il problema è solo il debito pubblico che è esploso per i costi energetici, l’inflazione e la guerra. Che nessuno vuol concludere. Ahinoi.
Le Regioni sono finite nella morsa: la Toscana dichiara uno sbilancio della sanità di 400 milioni. L’Emilia Romagna del doppio (800). Il Nord e il Lazio non dicono.
L’Umbria sta messa così: 40 milioni di sbilancio delle gestioni precedenti si aggiungono a quella corrente.
Il Mef ha chiarito: lo sbilancio per Covid o non Covid del 2022 è affare vostro.
Sentire come sono preoccupati i sindacati, la dice lunga.
La trattativa col Ministero si farà, sennò salta in aria il sistema sanitario italiano. Ma i soldi del Governo non basteranno.
Serve di accelerare da subito la riforma sanitaria. Con varie sfumature ma i sindacati restano un po’ sulle loro.
Si tratta di razionalizzare la spesa. E siamo d’ accordo. Ma come?
Vediamo il panorama emerso: si tratta subito di accelerare sull’integrazione tra gli ospedali di Perugia e di Terni. Poi quella tra Foligno e Spoleto.
Volete un esempio? Entro l’anno ci deve essere una sola chirurgia robotica in tutta l’Umbria. Non quattro come adesso.
I doppioni devono sparire. Dappertutto.
Cambieranno le cose anche per i pazienti. Si deve entrare nell’idea che la sanità umbra è in rete, un unicum. Chirurgia della mano a Citta di Castello? Oculistica ad Orvieto? Solo per dire che è il tempo delle scelte radicali.
Il sindacato è stato coinvolto fin da subito nella riorganizzazione del personale. Facile da dire, meno da fare.
Il principio base: mettiamo più gente dove ci sono più esigenze e posti letto. Vedrete i guai quando si andrà ad applicare. Anche con i sindacati più ragionevoli.
Ma le soluzioni vanno trovate. Il debito sanitario è esplosivo. Pensate che la sanità ha 12.500 dipendenti in Umbria. E tanti plessi. Vogliamo fare un calcolo di quanto ha inciso il boom della spesa energetica (che è in quintuplicata in questi mesi)?
Ma insieme alle nuove emergenze ci sono i vecchi bubboni: la spesa farmaceutica umbra è troppo, ma proprio troppo alta.
L’Università si è messa in marcia con la Regione. Insieme devono cambiare il verso in sei mesi. Buon lavoro (contando sulla collaborazione responsabile, ieri sera annunciata, dei sindacati). Ma è un lavoro da brivido.

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