di Marco Brunacci
PERUGIA – Deciso: sarà la rivoluzione di giugno. Ha preso il via ufficialmente la fase due, all’ombra del ministro Speranza, sull’asse – confermato e di nuovo sottoscritto – Tesei-Oliviero, Regione-Università.
Il convegno si è svolto lunedì, qualche effetto si è visto subito, altri devono succedere, il patto pero’ e’ diventato operativo.
Si chiede: cosa cambia per i cittadini pazienti e contribuenti insoddisfatti dell’attuale andamento lento o ondivago della sanità?
Molto in termini di organizzazione. A cascata il resto.
E’ pronto il nuovo assetto dei direttori ed e’ questione di ore. Andrà in porto sulla base delle indiscrezioni delle settimane scorse.
Poi: nuovo assetto dei due ospedali maggiori, Perugia e Terni, che non cambiano solo di nome ma sanciscono il legame indissolubile (matrimonio di interesse, ma anche pieno di valori da perseguire insieme) tra Regione e Università.
Inizia inoltre la partecipazione sul Piano socio-sanitario, finora oggetto misterioso, da domani terreno di confronto.
La struttura sanitaria nel suo complesso farà poi questo passo definitivo verso il territorio, portandoci anche la ricchezza di avere un Ateneo che sul territorio vuole ancor più radicarsi. E si va subito al dunque, con la fase di attuazione della Convenzione sanitaria che da subito andrà a incidere su vecchie inefficienze e nuove esigenze.
Se ai cittadini pazienti e contribuenti questo sembra ancora vago e un catalogo di pie intenzioni, scommettiamo con loro che a giorni arriverà un nuovo piano di smaltimento delle liste d’attesa, non magico ma di sicuro più concreto dell’attuale.
Man mano che arriveranno decisioni e modifiche di rotta, Umbria7 riferirà ai lettori. Intanto sottolinea il punto di passaggio.
In questa nuovo quadro sanitario, che dovrebbe sanare le crepe di questi ultimi mesi, un ruolo spetta anche al.ministro alla sanità, Speranza.
Negli incontri a margine del convegno sulla disabilità, di cui abbiamo detto, il ministro alcuni spiragli li ha anche aperti. Meglio attenersi ai fatti.
L’Umbria ha chiesto al ministro tre cose.
- Il via libera del Ministero all’Irccs, l’istituto di eccellenza della ricerca. Servono 2-3 anni ma l’apertura c’è, soprattutto se tutti si convincono che l’Irccs umbra dovrà essere un piccolo gioiello di altissima tecnologia sanitaria (l’intelligenza artificiale applicata alla salute, non e’ una bella cosa?), che non serva a dare sfogo a qualche antico, paludato protagonismo, ma apra scenari inediti.
- I finanziamenti – tante volte promessi – per un’opera decisiva come quella della centro clinico per disabili, da far nascere all’Istituto Serafico di Assisi, e che dovrebbe servire tutta Italia. L’Umbria è la regione che ha il più alto numero di disabili rispetto alla popolazione, insieme alla Sardegna. In più ha una struttura esemplare come il Serafico. Si tratta di accelerare questo benedetto si. Il ministro si e’ visto con la Di Maolo (Serafico). Dovrebbe essere la volta buona. Così ci si augura.
- Serve di fare l’ultimo miglio per autorizzare il centro vaccinale al Polo Zooprofilattico, che sta per avere la sua nuova sede a Lidarno, nei pressi di Perugia. Per capirci: si può costruire a Perugia un determinante avamposto nella lotta alla peste suina. Val la pena di darci un taglio a lungaggini e “tira e molla”.
La rivoluzione di giugno e’ comunque iniziata. Se ad autunno non è chiara la svolta, saranno problemi per tutti. Seguiremo passo passo.


