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Successo per il connubio sport e inclusione del primo tour “Paradriving Umbria”

Domenico Ignozza (presidente Coni Umbria): «Lo sport è amore e abbattimento delle barriere»

ASSISI (Perugia) – Grande successo per il primo tour umbro “Paradriving Umbria”, che, partito dalla Toscana, si è concluso lo scorso 2 giugno ad Assisi. L’evento, dedicato a carrozze guidate o in cui trovano alloggio persone con disabilità,si è chiuso in piazza della Basilica a Santa Maria degli Angeli dove sono state accolte le cinque carrozze delle sei partecipanti con a bordo il gruppo di ragazzi che ha partecipato all’ultima tappa, da Cannara ad Assisi. Ad attenderli all’arrivo Mirella Bianconi, presidente della Federazione italiana sport equestri (Fise) Umbria che ha collaborato alla realizzazione dell’evento insieme alla comunità Capodarco di Perugia onlus e all’asd scuderia Valmarino di Taverne di Corcian, con il patrocinio di Comitato italiano paralimpico, Fise e Fise Toscana.

Presenti, inoltre, Domenico Ignozza (presidente Coni Umbria), Grazia Rebagliati Basano (vicepresidente vicario di Fise), padre Massimo (custode della basilica di Santa Maria degli Angeli) e i consiglieri comunali di Assisi Marylena Massini, Scilla Cavanna e Alfredo Bolletta. Ad accompagnare i circa 35 ragazzi che hanno complessivamente partecipato al tour, partito da Cortona il 29 maggio con tappe a Castiglione del Lago, Pozzuolo, Tuoro sul Trasimeno, Passignano sul Trasimeno, Magione, Solomeo, Perugia, Torgiano e Cannara, è stata Andrea Schulz, medico veterinario, istruttore di attacchi, tecnico per lo sport integrato e paradriving, ideatrice dell’evento insieme a Massimiliano Gamboni (medico veterinario e diacono della diocesi di Perugia), Sauro Cagnoni (driver) e Annarita Valeriani (organizzatrice dell’accoglienza).

paradriving umbria

«Ho partecipato al Paradriving Modena Verona tre volte – ha spiegato Schulz – e ho pensato che avremmo dovuto ripetere quest’esperienza anche in Umbria, talmente bella che si presta per un viaggio di questo genere. Poi con il Covid abbiamo ritardato un po’ e quest’anno finalmente ci siamo riusciti. Siamo un gruppo eterogeneo e molto unito con persone provenienti da molte parti d’Italia, Cuneo, Trieste, Vicenza, Padova, Bologna, Modena, Toscana, e anche dalla Germania, oltre che dall’Umbria. I ragazzi si sono divertiti tantissimo e i genitori si sono commossi per quanto l’esperienza è piaciuta». «È andata molto bene – ha la Bianconi –, è stato un viaggio meraviglioso anche se faticoso. L’Umbria è portata per questo, siamo rimasti molto contenti tutti e soprattutto i ragazzi che sono saliti, a gruppi, via via nel percorso. In ogni punto in cui ci siamo fermati abbiamo avuto un cambio di passeggeri e questa è stata un’esperienza che tocca il cuore e l’anima. Mi auguro che l’anno prossimo possiamo ripeterla».

paradriving umbria

«Per noi i cavalli hanno veramente un ruolo fondamentale – ha ricordato Basano – non solo nell’attività sportiva, ma anche sociale e in questo tipo di iniziative dove si crea un pari livello tra chi ha disagi e chi non ne ha. Per noi le attività di questo genere sono sempre sotto la lente di ingrandimento, abbiamo verso di queste una grande sensibilità».
«Lo sport è amore e abbattimento delle barriere – ha commentato Ignozza – riesce a unire e a mettere insieme anche ciò che può sembrare impensabile. Un’esperienza unica, la prima in Umbria di questo genere ma io sono convinto che, nel suo prosieguo, la presidente Bianconi saprà dare il giusto risalto a questa attività importantissima per l’intero movimento sportivo umbro».

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