TERNI – «La messa in mora è una mossa della Siae per non scendere a compromessi». Interpreta così, Palazzo Spada, la diffida a pagare il conto per il concerto di Capodanno Rai svolto in Ast, pervenuta oggi. Trentamila euro sarebbero troppi, per il Comune, che stima un debito con la Società italiana degli autori ed editori, inferiore a 9mila euro.
«L’intimazione di pagamento e messa in mora è arrivata ai nostri uffici poche ore fa – viene confermato da Palazzo Spada – ma l’amministrazione ha fatto i propri passi, aprendo un contenzioso con la Siae stessa, perché non intende sborsare quella somma esagerata. Comunque i soldi sono stati accantonati e non si pales il “debito fuori bilancio” paventato dal capogruppo dem Francesco Filipponi». Questione di cifre, dunque. Intanto la messa in mora è stata protocollata e da qui si parte.
«Secondo la convenzione sottoscritta fra Rai Com, Regione Umbria e Comune di Terni, relativamente all’evento di Capodanno in Ast, che regolamenta le posizioni verso la Siae, Rai Com avrebbe dovuto provvedere al pagamento di tutti gli oneri relativi ai diritti d’autore per lo svolgimento del programma, mentre il Comune solo quello relativo allo spettacolo dal vivo, con un pubblico (lo spettacolo era gratuito) ridotto all’osso per via dei rigidi protocolli Rai in materia di misure per il contenimento della diffusione del Coronavirus». «Ma la festa di Capodanno s’è fatta, e i “buffi” devono essere pagati. Questione di serietà», replica Filipponi.


