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«Terni, i conti di palazzo Spada sono disastrosi». Il Comune: «Pura propaganda»

L’opposizione chiede un consiglio comunale straordinario: «Non permetteremo un dissesto bis». La replica della giunta

TERNI – I conti di palazzo Spada sono drammatici. E se per il sindaco Latini e l’assessore al bilancio Masselli gli attacchi delle opposizioni sono «pura propaganda», per i consiglieri di minoranza arrivano fin troppo tardi: si va verso un secondo dissesto.

E per Gentiletti (Senso civico) Masselli ne è il principale responsabile: «Ha promesso miracoli e invece la situazione è preoccupante. La maggioranza attuale ha vinto sulle disgrazie della città, noi siamo diversi e vogliamo evitare il dissesto bis. Terni non può pagare una situazione evidente da tempo. Masselli dice che è la senatrice Alessandrini (Lega) che deve risolvere il problema, con una norma ad hoc. Va convocato un consiglio comunale straordinario per discuterne». La questione risale al 2019, quando il Comune di Terni va in dissesto con le nuove norme per le pubbliche amministrazioni, in particolare la Legge Finanziaria del 2018. «A ottobre 2020 – spiegano i capigruppo – chiedevamo di inserire l’anticipo di tesoreria all’interno del bilancio comunale e non in quello dell’Organismo Straordinario di Liquidazione. Abbiamo pregato di condividere responsabilmente un percorso per evitare ai ternani un secondo dissesto. Ma questa amministrazione ha preferito far ricadere interamente su di sé la responsabilità del fallimento, trincerandosi dietro una certezza fondata su pareri che non avevano alcun riscontro su quanto previsto dal Tuel». Ad un passo dall’approvazione del bilancio di previsione e del Dup, l’opposizione convoca la stampa per denunciare la situazione in cui versano le casse di Palazzo Spada. «Bisogna fare presto, inserendo i 12 milioni e mezzo di anticipo di tesoreria, oltre interessi, all’interno del bilancio comunale e non conteggiarli in quello dell’Organismo Straordinario di Liquidazione». Così si esprimevamo nel 2020 le minoranze. «La sentenza 41 del 2022 della Corte dei conti regionale sezione giurisdizionale dimostra che quell’appello era assolutamente fondato – segnala Filipponi (Pd) – per questo abbiamo convocato questa conferenza stampa. A quel campanello di allarme lanciato dai gruppi di minoranza l’amministrazione ha sempre risposto in modo arrogante, senza nessuna dimostrazione giuridica, arroccandosi su posizioni assunte sulla base di meri pareri, non riscontrabili però nella vastissima giurisprudenza. Il comma 878 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2017 n. 205, che ha modificato l’articolo 255 comma 10 del Tuel, era chiaro avendo aggiunto all’elenco delle competenze sottrate all’Osl le anticipazioni di tesoreria». La situazione si fa ora decisamente drammatica. Gli oltre 12 milioni e mezzo di anticipo di tesoreria, ovvero lo “scoperto di conto” del 2017, a cui vanno aggiunti oltre 600 mila euro di interessi, dovranno essere dirottati nell’esercizio contabile ordinario e, pertanto, e trovare un’adeguata copertura. Ciò rappresenta una prospettiva drammatica, che costringerebbe la giunta a stravolgere completamente i bilanci approvati da pochi giorni. «La città ha bisogno di istituzioni con bilanci in equilibrio, con stabilità economico e finanziaria. Siamo in una fase di estrema difficoltà, che si aggiunge ad una situazione di estrema preoccupazione per il rifiuto delle transazioni con l’organismo straordinario di liquidazione dei creditori ad oggi per oltre 10 milioni di euro, a fronte delle quali c’è un accantonamento a bilancio solo per la metà. Fino ad oggi la maggioranza ci ha tacciato di essere come dischi rotti, ora la sentenza 41 si allinea alla giurisprudenza consolidata, ovvero con quanto sosteniamo noi da tempo». Tiziana De Angelis (Pd): «Da quattro anni chiediamo al Comune di mettere in sicurezza i conti, ma non siamo mai stati ascoltati».

LA REPLICA DELLA GIUNTA

«L’amministrazione Latini – sostiene in una nota il gruppo consigliare della Lega – ha sempre agito nel rispetto delle norme e sulla base delle indicazioni fornite dalla Corte dei Conti e dal ministero dell’Interno con l’unico obiettivo di alleviare il pesante macigno del dissesto economico finanziario.
È paradossale e privo di ogni logica che la sinistra cerchi di addossare delle colpe alla giunta Latini, quando sono note le responsabilità di chi in passato ha amministrato la città nella totale incapacità di far quadrare i conti e gestire la cosa pubblica.
Ci stupisce vedere gli esponenti del Partito Democratico pontificare su criticità che loro stessi hanno creato, iniziando dal buco di bilancio, dai debiti per un ammontare di circa 100 milioni di euro che ricadranno sui ternani per i prossimi 20 anni, dall’aumento al massimo delle aliquote di Irpef e Imu, fino al noto anticipo di tesoreria, che tra l’altro risale al 2017, anno in cui a governare la città era proprio il Pd, nella cui squadra risultavano un assessore e un consigliere comunale che ancora oggi siedono tra i banchi dell’aula.
In merito all’anticipo di tesoreria la giunta Latini ha già annunciato che presenterà ricorso alle sezioni unite della Corte dei Conti e che continuerà a lavorare nell’esclusivo interesse della città, consapevole di aver fatto quanto legittimamente possibile per salvare l’Ente dal baratro in cui è stata condotta dalla sinistra.
Questa la strada che intendiamo percorrere. Non accettiamo lezioni – conclude il gruppo consigliare della Lega – da chi per anni ha rappresentato il problema e adesso finge di essere la soluzione. I cittadini non potranno mai dimenticare quello che il Partito Democratico ha fatto a Terni».

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