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Tutto pronto a Norcia per il Glocal economic forum Esg89

Pensiero rivolto al conflitto russo-ucraino che affligge l’Europa

NORCIA (Perugia) – Terza edizione per il Glocal economic forum Esg89 che prenderà il via a Norcia il 17 e il 18 giugno tra piazza San Benedetto, palazzo Seneca e il Digipass. Attesi oltre duecento ospiti tra imprenditori, manager, consulenti, rappresentanti delle istituzioni, docenti universitari ed esperti provenienti da tutta Italia.

Un’agorà ancora segnata dalle ferite del terremoto del 2016 che in questa occasione offrirà spunti di dibattito sullo scoppio inatteso dell’evento bellico che da fine febbraio sta devastando il centro dell’Europa e sugli equilibri socio-economici mondiali. Balzo straordinario dell’inflazione, speculazione sui prezzi dell’energia e delle materie prime, erosione del potere d’acquisto, salita dello spread: sono solo alcuni dei segnali preoccupanti che condizioneranno inequivocabilmente i prossimi mesi.

«Ora et labora – sostiene Giovanni Giorgetti patron dell’evento – è la frase chiave della “regola benedettina”, il principio ispiratore di San Benedetto, uno dei cardini storici della cultura nostrana. Ed è una frase che stimola da secoli uniche meditazioni e riflessioni e che ci ha spinto da oramai tre anni ad organizzare proprio a Norcia il più prestigioso incontro nazionale con al centro i temi della sostenibilità, della resilienza e dell’heritage culturale. Ora più che mai divenuti attuali e stringenti. La preghiera e il lavoro, dunque, insieme alla contemplazione e all’impegno materiale. L’anima e il corpo. La spiritualità e l’intelligenza del cuore e delle mani. Utili anche per far funzionare meglio le nostre imprese. Oggi da coniugare con una sana sostenibilità».
«Torniamo ad incontrarci a Norcia – commenta Nicola Alemanno sindaco di Norcia – economisti, industriali, Istituzioni si ritroveranno i prossimi 17 e 18 giugno per la terza edizione di questo evento, iniziato nel 2020, nell’anno in cui tutto il mondo si era dovuto fermare in primavera a causa della pandemia. Dal nostro Borgo, città in cui questa nuova emergenza si sommava a quella del sisma 2016, abbiamo lanciato un segnale forte di speranza. Non a caso è stata scelta per l’evento piazza San Benedetto, la nostra agorà, dove i relatori, ospiti e pubblico che saranno presenti a Norcia in questi due giorni, avranno modo di vedere come stia cambiando la città. Oltre alla ricostruzione privata è partita anche quella pubblica e i suoi “effetti” sono visibili nei due grandi cantieri proprio in Piazza San Benedetto; quello del Palazzo Municipale e della Basilica. Heritage culturale, resilienza e sostenibilità – conclude Alemanno – sono i temi che faranno da filo conduttore nei panel proposti, e dalla terra di San Benedetto dobbiamo volgere lo sguardo e le nostre attenzioni al cuore dell’ Europa, dove la guerra sta imperversando e mina pericolosamente un valore che abbiamo dato per scontato e che invece ci siamo ricordati, improvvisamente, che non lo è: la Pace. Benedetto fu definito da Paolo VI “operatore di pace” e la Fiaccola benedettina che portiamo in Europa sottolinea la ferma condanna di una guerra scatenata per il volere di pochi. San Benedetto possa allora illuminare le menti, far si che si torni al dialogo, tacciano le armi e il suo insegnamento mostri a tutti noi la via da seguire».
«Dopo due anni di Pandemia – sottolinea la presidente della Regione dell’Umbria Donatella Tesei – un nuovo improvviso evento negativo incombe su tutti noi e sulla Regione che guido: la guerra in Europa. Ampie sarebbero le riflessioni da fare su questo tema e doveroso è l’auspicio che la diplomazia riconquisti centralità, tacciano le armi e si possa tornare alla pace, al commercio ed alla cooperazione internazionale. In questa sede però sono le considerazioni socio-economiche quelle dovute, e l’Umbria – che meglio della media italiana ha saputo resistere alla crisi Covid nel 2020 e poi rilanciarsi nel 2021, sia in termini di Pil che di tasso di disoccupazione – ancora una volta deve dimostrare dapprima resilienza e poi capacità di recupero delle proprie imprese e delle proprie famiglie. Il contesto è radicalmente cambiato, ancora una volta: l’inflazione che da vent’anni non conoscevamo più è rilevante e non di brevissima durata minacciando redditi fissi e ciclo economico. Le doverose politiche monetarie restrittive delle banche centrali dopo 15 anni di espansione graveranno sulla ripresa dell’economia, il debito pubblico e privato tornerà ad essere un onere pesante. In questa nuova fase – conclude la Presidente – un Governo Regionale ha il dovere di continuare ad alimentare lo sviluppo tramite i fondi del PNRR che riesce ad intercettare, attraverso le grandi opere e l’intervento delle proprie partecipate: tutti interventi anticiclici, che devono impedire anche il crollo della fiducia di aziende e famiglie. Non ho dubbi che anche in questa nuova difficile sfida il tessuto imprenditoriale umbro saprà fare squadra per uscirne più forte e più coeso».

Alla prima competizione in assoluto, racconta la Rusu: «Non avrei mai pensato di superare pizzaioli di altissimo livello, 770 per l’esattezza, provenienti da più 40 Paesi del mondo e quando ho sentito pronunciare il mio nome non potevo crederci, soprattutto perché sono praticamente una sconosciuta, anche se preparo pizze ormai da 15 anni». Fiori di zucca, mozzarella tagliata a julienne, stracciatella di bufala, soffice di groppa di cintale, spuma di bazza di cintale, pepe nero Timut, olio di bergamotto e naturalmente, farina di grano tenero tipo 0 dei Molini Fagioli: questi gli ingredienti della pizza in teglia più buona del mondo, che ha fermentato diciotto ore a diciotto gradi e ha poi visto l’aggiunta di farina integrale, sempre dei Molini fagioli, prima di conquistare i palati della giuria. «Ho conosciuto le farine Molini Fagioli grazie al mio secondo maestro – ha spiegato la vincitrice – Tony Scalioti, che mi ha anche insegnato a fare la pinsa. Il mio accostamento al mondo della pizza lo devo, invece, a mia suocera, che mi ha preso a lavorare nell’attività di famiglia. Devo dire che ho apprezzato subito le farine Molini Fagioli, perché si prestano molto bene a essere lavorate. La farina è alla base di una pizza di qualità, poi certamente ci sono la farcitura, la lavorazione e la cottura che alzano il livello del prodotto». Camelia, da poco trasferitasi ad Ascoli Piceno, torna spesso nel luogo da cui tutto ha avuto inizio, Anagni, dove continua a collaborare con Tony Scalioti nel suo locale: «Ho in mente di aprire un locale tutto mio proprio ad Ascoli, e naturalmente continuerò a usare i prodotti dei Molini Fagioli. D’altronde, se sono diventata la campionessa mondiale di pizza in teglia, lo devo un po’ anche a queste farine».

La farina Molini Fagioli tra gli ingredienti della miglior “pizza in teglia” ai campionati del mondo 2022

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