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Il Pd schiera la Ascani ma non Verini, tiene sul filo la Proietti. Ma è buio fitto sulla coalizione (ritorna Gallinella o debutta Fora?)

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Riunione con Letta dei segretari regionali, cronoprogramma deciso ma mille incognite sugli alleati. I nomi per i possibili due posti del partito? Da Paparelli a Porzi a Simona Meloni. Ma chi rappresenterà Perugia?

di Marco Brunacci

PERUGIA – Il Pd, sorpreso come gli altri dalla crisi, a sinistra come a destra, si è però mosso con grande rapidità. Sono subito partite riunioni ai massimi livelli. La segreteria nazionale, con Letta e il resto dei vertici nazionali, ha avuto giù modo di fare un summit con tutti i segretari regionali del partito. La linea è chiara: noi siamo i responsabili, vogliamo il bene dell’Italia, gli altri hanno seguito strade loro e interessi diversi.

Se la macchina organizzativa è partita a tempo record, se la linea è chiara, la questione alleanze è completamente in alto mare. Come si fa, dopo avergli dato dell’irresponsabile, a imbarcare il Movimento 5 stelle con tutto il ciuffo di Conte e tanto Di Battista? Dall’altra parte, come si fa con le primarie in Sicilia già convocate d’amore e d’accordo con M5s, a far saltare tutto?
E allora ecco che tutti i segretari regionali, compreso quello dell’Umbria, il giovane Tommaso Bori, al quale si prospetta una estate di fuoco, si trovano nel bel mezzo del guado.
Tenendo presente che in bilico c’è anche Azione di Carlo Calenda, propenso a fare uno schieramento di fede draghiana, al centro. Come si allea, nel maggioritario, col centrosinistra per non far vincere tutti i collegi al centrodestra? Ci stanno pensando. Magari una sorta di complessa desistenza.
Comunque: come si schiererà il centrosinistra per riconquistare la perduta Umbria? Il Pd ha chiesto un posto per un candidato nazionale. Non due. Bori sarà soddisfatto. Dovrebbe arrivare – secondo previsioni di cui Umbria7 ha dato conto più volte – solo Anna Ascani.
Il rebus Verini sarebbe di fatto invece sciolto. Sarà ricandidato probabilmente a Roma, in quanto tesoriere. L’Umbria non gli avrebbe dato la proroga. E qui continuano a rimproverargli il fatto di non essere in regola con i pagamenti, come risulta dal sito del Pd (ma l’obiezione è che il tesoriere non è tenuto). Manca l’ufficialità, ma dovremmo esserci.
Il Pd, collegi a parte, dovrebbe avere due posti certi e un terzo da contendere (con i resti nazionali).
Uno dei due posti è per Anna Ascani, uno nella lista, al Senato, da decidere. I nomi che finora sono girati sono Fabio Paparelli, Donatella Porzi, Simona Meloni. Manca un rappresentante di Perugia, che è fondamentale nella strategia dei territori decisa dalla segreteria nazionale. Verranno ascoltate anche associazioni, categorie e sindacati (qualcuno avrà pensato pure al segretario regionale Cgil, Sgalla?)
Il discorso sui tre collegi umbri del maggioritario, quello unico al Senato e i due della Camera, è davvero impossibile da fare. I sondaggi dicono che il centrosinistra potrebbe vincere il Senato, che è l’intera Umbria. Il centrodestra ritiene che sarà fondamentale invece la scelta del candidato. E sarà un testa a testa.
Chi sceglierà la coalizione csx? La Stefania Proietti si è già fatta avanti, come annunciato da Umbria7, ma il Pd non è convinto: se vincesse il centrosinistra perderebbe in un colpo solo la Provincia di Perugia e il Comune di Assisi. Per questo si valutano altre strade. Un candidato di Calenda (qui c’è Leonelli, ex segretario Pd, ma potrebbe arrivare anche da fuori) o uno di Di Maio (il deputato uscente Gallinella). Ma sarà uno degli ultimi nomi ad uscire.
Per i due collegi. Alla Camera di Perugia potrebbe correre anche Anna Ascani, ma bisogna capire le esigenze della coalizione tutta da definire (pensate: c’è anche chi ha tirato in ballo il civico Fora). Al collegio uninominale per la Camera a Terni (che comprende Terni provincia, Foligno-Spoleto-Valnerina ma anche alcuni comuni del Trasimeno, tra cui Castiglion del lago) impossibile pensare a un nome minimamente attendibile. Va prima decisa la coalizione.

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