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La giostra delle candidature/Una voce agita il Pd: niente consiglieri regionali in Parlamento (criterio generale, ma anche per evitare Leonelli in Regione)

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Se questa ipotesi venisse confermata, finirebbero in fuorigioco da Paparelli a Simona Meloni fino a Donatella Porzi (e perfino una eventuale sterzata all’ultimo minuto sul segretario Bori). Alleanze sempre in alto mare. Nel centrodestra si discute dell’ipotesi Agabiti

di Marco Brunacci

PERUGIA – Dopo l’inizio travolgente della grande giostra delle candidature alle elezioni del 25 settembre, eccoci al momento della partita a scacchi. Molte riflessioni, pochi movimenti.

Nel centrodestra c’è ansia intorno all’ipotesi di candidatura dell’assessore regionale Paola Agabiti. È probabile che sia la Lega, se la candidatura si dovesse concretizzare, a trovarle uno spazio. Per il resto si discute su chi andrà, in Fdi, insieme a Prisco e Zaffini, a Roma. Donne sugli scudi sia per il terzo posto (praticamente certo), con la Sciurpa, sia per il possibile quarto posto.
Nel centrosinistra tutto è reso più difficile dalle difficoltà di creare una coalizione o almeno un perimetro per giocarsi la partita sui collegi uninominali.
Al momento i nomi che si fanno per un campo largo (da Fora a Gallinella fino a Sgalla) sono puro esercizio. Anche perché Calenda è per il momento deciso a provare una strada al centro, un terzo polo sul quale in realtà scommettono in pochi. Ma che se si dovesse realizzare cambierebbe le carte in tavola. E anche in Umbria il centro è in movimento, il segretario regionale di Azione è Leonelli, ma c’è anche un senatore di punta, come l’ex sindaco di Sangemini, Grimani, uno che potrebbe essere speso nella regione e non solo. Italia Viva non ha ancora chiarito la strategia, ma qui in Umbria c’è sempre Emanuela Mori.
L’unico partito che si sta muovendo almeno con un cronoprogramma e, come dire, con una disciplina interna, è il Pd. Le alleanze sono ancora in alto mare, ma da Roma stanno cercando di dare qualche criterio per le candidature. Una voce – se confermata – sarebbe accolta con pochissimo entusiasmo da queste parti. La segreteria nazionale sarebbe intenzionata al niet nei confronti delle candidature di consiglieri regionali. Prima come criterio generale, ma in secondo luogo per evitare che in caso di elezione entri nell’Assemblea legislativa regionale il calendiano Leonelli al posto di un Pd.
Questo, in un colpo solo, cancellerebbe ambizioni di esponenti di gran rilievo del partito: non solo dello “storico” Paparelli, ma anche della leader emergente dell’ultima generazione, Simona Meloni, fino a Donatella Porzi, portabandiera dell’area moderata, che ha così poche soddisfazioni in questo periodo nel partito. E taglierebbe comunque qualunque possibilità anche al segretario regionale e anche lui consigliere, Tommaso Bori, che comunque ha sempre detto e ripetuto che non si sarebbe in ogni caso candidato.
Esponenti del Pd, per la verità, si agitano anche rispetto a un’altra voce romana. Mentre viene confermato che Walter Verini, il tesoriere del partito, non verrà candidato in Umbria ma a Roma, non si esclude però che Anna Ascani possa essere considerata una esponente locale del partito, con la possibilità che arrivi anche un altro candidato scelto dalla segreteria nazionale. Eventualità che si cerca, da subito, di scongiurare.

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