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Mercati finanziari, 9 in inflazione!

L’analisi di Angelo Drusiani

Mercati finanziari

Tranquilli! Il mio punto di vista sulle vicende politiche del nostro Paese lo ho espresso la settimana scorsa. Non mi ripeterò.

Si torni ai mercati finanziari, alla vigilia del nuovo rialzo del tasso ufficiale di Washington. Pochi giorni dopo la comunicazione del dato relativo all’incremento dell’inflazione maturato a giugno scorso. È mancato poco a toccare quello che era il massimo dei voti alle Scuole Superiori. Però ci ha provato, fermandosi a più 9,1%. Valore che detto freddamente potrebbe fare spavento, ma che negli Stati Uniti passa certamente non in modo indifferente, ma che appare meno traumatico. Oltre Atlantico, in effetti, i salari, seppure in misura non pari alla dinamica inflazionistica, beneficiano di aumenti generalizzati. Preparati ad arte per non inficiare eccessivamente il trend consumistico. In Eurozona, in realtà nel vecchio Continente, si tratta di una prassi sconosciuta, o quasi.
Il comparto azionario ha mostrato soprattutto una seduta negativa, giovedì 14, giorno in cui gli investitori hanno ipotizzato l’ennesima fine anticipata di un Governo italiano. Il listino più penalizzato è stato quello di Piazza Affari, com’era naturale che fosse, ma i suoi colpi di tosse si sono propagati anche ai confratelli d’area euro, soprattutto.
Ora il dibattito nazionale è se avremo l’ennesimo nuovo Esecutivo o se questo manterrà fede agl’impegni presi, anche se con un sostegno politico dissimile dal precedente. Che fare? Mai, come ora, lo sguardo deve essere rivolto al futuro di medio o lungo periodo. investire ora, sia nel comparto azionario, sia in quello obbligazionario, avendo cura di “rimpolpare” gli investimenti effettuati, laddove i loro valori di mercato evidenzino arretramenti. Strategia, questa, che potrebbe portare, nell’arco di dodici-diciotto mesi, a disporre di un portafoglio, il cui capitale complessivo sia aumentato in discreta misura, rispetto agli investimenti complessivamente effettuati. Si tratta, generalmente, di una strategia delegata agli investitori istituzionali, Banche e Poste Italiane in primis, ma anche altre figure che operano nel comparto finanziario. Certamente queste realtà finanziarie dispongono di maggiori competenze, grazie a lunghi anni di attività di gestione dei patrimoni sia di famiglie, sia, in non pochi casi, di parte della liquidità di alcune aziende. Per una quota modesta dei propri risparmi, perché rinunciare ad una sorta di loro gestione personale?
Sembrerebbe un paradosso ipotizzare ora una simile “attività”. Ma se non ora, che molte quotazioni, in particolare nel comparto azionario si attestano a valutazioni molto basse, quando? Quando conviviamo ancora con prezzi di mercato delle società tecnologiche tanto modesti. Nonostante si ritenga che, nei prossimi mesi e anni, toccherà a loro risollevare il morale delle economie occidentali. Non direttamente, perché la ricostruzione di parte delle zone segnate dalla perdurante guerra tra Russia e Ucraina sarà a carico di aziende del comparto edilizio. Ma in forma indiretta, con la fornitura a queste aziende di marchingegni in grado sia di velocizzare l’attività, sia di controllarla meglio, sia di perfezionarla. Non in occasione della fine settimana prossima, ma in quella successiva dibatteremo sul nuovo incremento del tasso ufficiale di Washington, ma già pensando a che farà nei tre successivi, tra settembre e dicembre prossimi. Sempre con lo sguardo e il pensiero avanti nel tempo. Mai fermi, mai domi. “Chi si ferma, è perduto.” Uno dei tanti proverbi che accompagnano l’umano nel suo percorso terreno. Ma anche nei mercati finanziari non bisogna mai fermarsi? Sì, mai fermarsi. Assumere rischi, più o meno calcolati, è l’unica strada, se possibile, per poter incrementare il valore del proprio portafoglio finanziario.

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