TERNI – Piediluco sold out per la sfilata delle barche, conclusa con lo spettacolo dei fuochi d’artificio. L’intento, d’altronde, era riportare grandi flussi in riva al lago. Quindi, l’obbiettivo è stato raggiunto: ristoranti pieni, locali festanti, turisti “assiepati” dal pomeriggio di sabato 2 luglio sul lungolago, per guadagnarsi la pole position. E negozi, anche di generi alimentari, aperti fino a mezzanotte.
La serata clou della “Festa delle Acque”, ha calamitato nel borgo medievale protagonista degli album dei pittori del Grand Tour, un migliaio di persone. A passeggio, dal tramonto fino a sera, in centro. Dove non v’era ombra di un’auto in sosta. Le piazze, le vie, anche le aree adibite a parcheggio all’interno della Ztl, erano state fatte sgomberare il giorno prima, per consentire a tutti (turisti, residenti, politici, nonni e bambini) la vista delle barche illuminate. Si narra che, fin dall’antichità, le genti del lago usassero ornare le imbarcazioni rituali per celebrare le divinità acquatiche, in particolare il dio Nettuno, al quale era dedicato un tempio sulle sponde del ramo occidentale del bacino.
Nel secondo dopoguerra, il rito della sfilata delle barche divenne una vera e propria sfida a imbarcazione più bella. Sabato «erano tutte belle». Tutte nate dall’amore per quella tradizione antica, dei barcaioli di Piediluco: Giuseppe, Andrea, Maurizio, Riccardo Adriano, Sebastiano, Gabriele, Fabio. Che hanno messo in acqua i dipinti di Claudia Quintili. Il lago, l’acqua, la Cascata delle Marmore, le rive del Nera. Sono elementi che legano un territorio e che fanno dialogare, e quindi collaborare, le Pro Loco di Piediluco, Marmore, Arrone.






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