di Marco Brunacci
Il senatore leghista Pillon non si arrende. L’Umbria Pride è stata una tranquilla manifestazione, molto colorata e partecipata, sulla quale si può non essere d’accordo, ma che non faceva coppia con l’iniziativa di Amelia dal titolo “Letture arcobaleno per bambini da 2 a 6 anni”. Ora, però, per iniziativa di Pillon, la questione arriva in Parlamento. C’è una interrogazione, datata 28 giugno, quindi a Pride concluso senza problemi – come una qualunque manifestazione tutelata in quanto diritto dalla Costituzione di uno Stato laico – che chiama a rispondere il ministro per le pari opportunità e la famiglia del Governo Draghi.
Collegare l’Umbria Pride con l’iniziativa di Amelia – a quel che si sa – resta solo un salto logico, ma l’insistenza di Pillon sulla questione dice che il senatore leghista proprio non ha digerito la decisione di Donatella Tesei, presidente della Regione Umbria del suo stesso partito, di concedere il patrocinio alla manifestazione.
L’irriducibile senatore Pillon non si arrende neanche di fronte alle prese di posizione del mondo cattolico umbro, molto freddo rispetto a certi atteggiamenti estremi. Lo ha detto con chiarezza un editoriale de La Voce, il periodico della Curia dell’Umbria. Lo hanno espresso in maniera più riservata molti ambienti vicini ai vescovi.
Lo stesso segretario nazionale Salvini ha avuto modo di prendere le distanze rispetto a posizioni di netta chiusura.
Come mai allora proprio in Umbria è scoppiato il caso e il senatore Pillon è ben lontano dal volerlo chiudere, tanto da portarlo in Parlamento? C’è un qualche desiderio di indebolire la presidente Tesei? C’è la volontà di giocare un ruolo da protagonista in un momento così complicato della Lega? C’è piuttosto uno specifico umbro, nella crisi globale della Lega, con locali difficoltà a mantenere il partito nella regione dentro una linea condivisa? O, infine, ci sono invece posizioni più personali che politiche?
Certamente questo tema rientrerà tra le questioni che verranno affrontate nell’incontro previsto in settimana tra Tesei e Salvini, che si immagina sarà delicato, dopo il summit di lunedì al quale dovrebbero partecipare, con Salvini, Zaia, Fedriga e Giorgetti.


