Le perplessità dell’avvocato Di Campli sul futuro della Ternana

«La FIGC tende ad evitare salvataggi creativi»

TERNI – Il progetto di fusione tra l’Orvietana e una società di calcio a 5 per far rinascere la Ternana e ripartire dalla Serie D solleva enormi dubbi. Sulla questione è intervenuto l’avvocato Donato Di Campli, che in un post ha espresso forti perplessità sulla fattibilità tecnica dell’operazione, ritenendo improbabile un via libera della Federazione. Secondo il legale, i problemi sul tavolo sono molteplici e toccano il piano sportivo, civilistico e politico-federale.

Il primo ostacolo individuato dall’avvocato Donato Di Campli riguarda la continuità territoriale. La Federazione può negare l’autorizzazione se le città sono troppo distanti, se manca un’identità comune o se l’operazione risulta artificiosa. C’è una netta differenza tra una fusione tra realtà confinanti e il tentativo di «trasportare» un titolo sportivo da una città all’altra. Inoltre, la FIGC teme l’elusione delle norme sportive e l’uso di queste manovre per evitare fallimenti, cancellare debiti, saltare categorie o azzerare contenziosi fiscali. Il nodo dei debiti sportivi resta centrale: se l’operazione servisse solo a scaricare le passività sulla vecchia società per salvare il titolo, il progetto diventerebbe rischiosissimo.

Oltre ai nodi legali, l’avvocato Di Campli evidenzia il peso del fattore identitario e il rischio di un’opposizione della tifoseria e della politica locale. Discutere di matricola, colori sociali e palmarès è delicatissimo, e molte operazioni saltano proprio per motivi ambientali. A questo si aggiungono il rischio di ricorsi da parte di altri club e le tempistiche rigidissime imposte dalle NOIF per le iscrizioni e i cambi di affiliazione. In una piazza importante come Terni, conclude il legale, la FIGC difficilmente autorizzerebbe «salvataggi creativi» eventualmente fuori dalle regole per non creare un precedente che qualunque altra società potrebbe poi pretendere.

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