PERUGIA – Nato nel 1946, nel cuore di un’Italia che cercava di rialzarsi dopo la guerra, con il desiderio di restituire fiducia e serenità attraverso il ritmo semplice del tempo, il Calendario di Frate Indovino giunge oggi al traguardo degli ottant’anni con una nuova edizione che sa coniugare rinnovamento e continuità.
Da allora, questa pubblicazione si è affermata come una delle più longeve e amate del panorama editoriale italiano, capace di intrecciare spiritualità, cultura e saggezza popolare. Stampato ogni anno in milioni di copie, supera le 2.000.000 di unità distribuite in tutta Italia. A queste si affiancano una versione dedicata alla Svizzera e una speciale per la Sardegna, arricchita dalle festività locali, ma non manca la versione in Braille per i lettori non vedenti. Il calendario è disponibile nella classica versione da parete, in quella da tavolo e nell’immancabile calendario dell’Avvento. Le illustrazioni dell’edizione 2027 portano la firma dell’artista Manlio Truscia.
E, come sempre, con le donazioni raccolte dai suoi lettori, il Calendario sostiene le attività missionarie dei frati minori cappuccini, sia nei territori più vicini, aiutando ad esempio le mense per i poveri delle nostre città, come nei contesti più lontani, arrivando fin alle foreste dell’Amazzonia.
Come tutti sanno la prima edizione del nostro almanacco scandiva il tempo dell’anno 1946; il Calendario così quest’anno raggiunge i suoi ottant’anni! Quest’importante traguardo è stato festeggiato il 14 maggio u.sc. con l’emissione filatelica di un francobollo dedicato al Calendario di Frate Indovino all’interno della serie tematica “eccellenze del patrimonio culturale Italiano”. L’inserimento in questa prestigiosa serie sottolinea il valore culturale della tradizione francescana che il Calendario ogni anno porta tra le cucine e i focolari del nostro bel Paese.
L’edizione 2027 è dedicata a una figura affascinante e ricca di sfumature: il cantastorie. Giullari, menestrelli, artisti di strada, acrobati e narratori itineranti hanno rappresentato per secoli una forma di comunicazione viva e coinvolgente. Spostandosi di castello in castello, di corte in corte e poi di piazza in piazza, raccontavano cronache, vicende reali e leggende, trasformando il racconto orale in un prezioso patrimonio culturale condiviso.
In un’epoca priva dei moderni mezzi di comunicazione, i cantastorie svolgevano un ruolo fondamentale: erano al tempo stesso giornalisti, intrattenitori e divulgatori.
Nelle piazze, davanti a un pubblico spesso analfabeta, illustravano fatti di cronaca, episodi di vita quotidiana e storie fantastiche, aiutandosi con grandi immagini che rendevano accessibili i contenuti anche a chi non sapeva leggere. In questo senso, rappresentavano una sorta di antenati della radio, della televisione e persino dei social media.
Ispirandosi a questa tradizione, il Calendario 2027 propone un percorso narrativo scandito da dodici storie, una per ogni periodo dell’anno, tratte da fonti popolari, letterarie, sapienziali e religiose. Racconti diversi tra loro, ma uniti da un filo comune: offrire spunti di riflessione e incoraggiare, anche nei tempi difficili, a essere uomini e donne capaci di costruire pace e bene. All’interno dell’almanacco, contributi di autorevoli firme del giornalismo e della cultura accompagnano il lettore in un viaggio nella storia dei cantastorie e dei loro interpreti più significativi: dai narratori popolari siciliani fino a figure spirituali come san Francesco d’Assisi, da sempre definito “giullare di Dio”, e a interpreti contemporanei come Angelo Branduardi, che ha dato voce in musica agli scritti del Santo.
Proprio san Francesco rappresenta un esempio emblematico di questa tradizione: accolto simbolicamente alla corte del Re del Cielo, visse la sua missione con la gioia e la libertà dei giullari. Le Fonti Francescane raccontano che, ormai segnato dalla malattia e quasi cieco, compose il Cantico delle Creature, chiedendo ai suoi frati di cantarlo insieme, quasi fossero una compagnia di cantastorie al servizio di Dio.
Nel tempo i cantastorie assunsero anche una funzione più marcatamente informativa, diventando cronisti orali, spesso impegnati nel racconto della cronaca nera, avvicinandosi idealmente alla figura del giornalista moderno. Proprio per questo, il calendario propone anche una riflessione attuale: in un’epoca segnata dalla disinformazione, diventa fondamentale distinguere tra notizie attendibili e false narrazioni. L’ultima pagina dell’almanacco offre così un piccolo vademecum per orientarsi nel mondo dell’informazione e difendersi dalle manipolazioni.
Il Calendario di Frate Indovino 2027 si conferma così molto più di un semplice oggetto da appendere al muro: è un compagno quotidiano capace di raccontare, ispirare e accompagnare, con semplicità e profondità, il cammino di ogni giorno.


