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Verso le elezioni/Nella Conca partiti sull’orlo di una crisi di nervi

Alle tensioni per la presentazione delle liste per le politiche del 25 settembre, si sommano quelle per le comunali di primavera 2023

di A.P.

TERNI – Quelli del Pd sono stati capaci di litigare persino sul manifesto della festa regionale dell’Unità ai Campacci di Marmore. Ma anche nel centro destra le cose non vanno meglio, con telefonate infuocate sui posti in lista.

Nella Conca le tensioni sono doppie: a quelle delle liste per le politiche, si sommano quelle per le comunali di primavera 2023.

I partiti ternani le vedono come una accoppiata, con il posizionamento delle candidature che si muove su un doppio registro: se tu vai a Roma, allora io resto a Terni. E viceversa.

Nel Pd, in attesa di sciogliere a brevissimo il nodo alleanze, hanno risolto il tema del manifesto per la festa dal 28 al 31 luglio. Ha vinto quello di “Bentornata Unità”, ma i duri e puri si sono battuti per “Bella ciao”.

Da definire i protagonisti: Fabio Paparelli sta lavorando per il secondo posto al proporzionale per la Camera. Se il Pd va bene, di deputati su Umbria 2 ne potrebbe prendere due, e così Paparelli da Montecastrilli, passando per il consiglio regionale, potrebbe approdare a Roma. Certo, la candidatura del ternano Paparelli va ad inserirsi nelle tante esigenze regionali e nazionali del Pd. Tra queste Marina Sereni. La viceministra del Governo Draghi è molto legata a Terni. Ma ai suoi fedelissimi ha già fatto sapere che «preferirebbe evitare la candidatura a sindaco di Terni». Vorrebbe tornare di nuovo a Roma, insomma.

E così nel Pd la ricerca del sindaco è in alto, altissimo, mare. Nelle ultime ore, nuovo giro di telefonate di Mauro Franceschini, il presidente di Confartigianato Imprese Umbria ci potrebbe anche stare, ma prima ha posto la condizione della presenza del Centro e ora anche del M5s. Insomma, Franceschini sembra dire: «Ci posso provare ma ci deve essere una alleanza larga».

Anche nel centrodestra c’è l’intreccio politiche comunali. Valeria Alessandrini, senatrice uscente della Lega, ha compreso che la prossima volta rientrare a Palazzo Madama sarà molto complicato. E quindi il suo nome torna buono per Palazzo Spada. Ha dalla sua una rete di rapporti romani e una propensione a rapportarsi con gli elettori senza guardare troppo alla loro fede politica. Altro nome è quello di Raffaele Nevi qualora la soluzione di una candidatura da deputato in un collegio calabrese non dovesse concretizzarsi per le politiche.

Infine un tema che è trasversale in tutti gli schieramenti: l’idrogeno. Nella città dell’acciaio e della Cascata delle Marmore non si parla che di idrogeno. Lunedì a Marmore il Pd ha organizzato ad Arrone un forum di livello nazionale su idrogeno e comunità energetiche.

L’idrogeno è uno dei cavalli di battaglia della vicesindaca con delega all’ambiente, la leghista Benedetta Salvati. Ecco, a proposito del 2023, se il sindaco uscente Latini, anche lui della Lega, deve vedersela con diversi concorrenti, per il posto da vicesindaco c’è addirittura la fila. E l’accoppiata sindaco e vicesindaco entrambi della Lega sembra davvero impossibile.

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