Virus del Nilo in Umbria, spaventano i casi positivi: scatta sorveglianza su uccelli e insetti

Sotto osservazione anche l’Usutu Virus secondo il piano nazionale di monitoraggio e risposte alle Arbovirosi

di Luca Ceccotti

PERUGIA – Deve il suo nome al distretto di West Nile, in Uganda, dove è stato isolato per la prima volta nel 1937. Scoperto originariamente in una donna, il cosiddetto “Virus del Nilo” è stato poi rintracciato nel corso degli anni anche negli uomini, negli uccelli e negli insetti, in particolare nei moscerini. Solitamente d’andamento endemico o epidemico, la malattia si è diffusa soprattutto in Africa, nel Medio Oriente e in India, ma a quanto sembra sta adesso rompendo molto più confini.

In Umbria sono due i casi di positività all’arbovirus “West Nile” già confermati, motivo di preoccupazione in un momento delicato di recrudescenza dei casi di covid e con una pandemia ancora in corso. L’assessore regionale alla salute, Luca Coletto, ha confermato l’alta sorveglianza sul territorio dedicata soprattutto al costante monitoraggio di uccelli, insetti ed equidi, potenziali serbatoi del virus: «Come disposto dal piano nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle Arbovirosi 2020-2025 – sottolinea l’assessore Coletto -. Come le altre regioni, l’Umbria ha elaborato un piano di sorveglianza e risposta al West Nile Virus e all’Usutu Virus, in particolare, questo dopo la positività riscontrata in un uccello nella provincia di Perugia».

Il piano prevede la sorveglianza di uccelli stanziali delle specie bersaglio, entomologica, su uccelli selvatici rinvenuti morti e clinica per quanto riguarda gli equidi. Al momento sono due i casi di positività, in Umbria, all’Usutu Virus, per la precisione in un pool di zanzare “Culex pipiens” nel territorio di Gubbio e di Narni. Di conseguenza, sono state attivate tutte le precauzioni del caso, con valutazione in corso su di un’eventuale disinfestazione dell’area.

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