TERNI – La sosta selvaggia non va in vacanza. Nonostante la maggior parte dei ternani fossero fuggiti sulle spiagge dell’Adriatico il giorno di Ferragosto, il centro cittadino era invaso da auto in divieto di sosta.
E visto che la polizia municipale era impegnata a controllare le acque del lago di Piediluco (a disciplinare il traffico di canoe, pattini, pedalò, kayak, barche a vela, battelli e bagnanti), sono state lasciate davanti alle vetrine di negozi e farmacie tutta la notte. Così i commercianti che hanno deciso di restare aperti anche durante la settimana meno “calda” per il comparto, pur di incassare qualcosa considerata la crisi che stanno attraversando, la mattina di martedì 16 hanno fatto fatica a tirare su le saracinesche. Si sono dovuti dimenare tra le quattroruote e le loro vetrine. «Certe abitudini si contrastano solo con la presenza dei vigili, sempre impegnati altrove». Pattuglie alla Cascata delle Marmore, ai Campacci e sulle acque del logo. Ma in città nessun presidio.
E allora eccole, tutte in fila davanti ai cartelli che indicano il divieto di sosta, ai portoni, ai negozi, alle chiese e ai murales. «Non sono le nostre» – reclamano i residenti. «Noi che ci viviamo in centro, lo sappiamo quanto è fastidioso trovarsi un’auto fuori dalla porta di casa, ma succede ormai da un anno e a niente sono servite le segnalazioni. Le macchine vengono parcheggiate anche davanti ai dissuasori di sosta, ed è capitato più di una volta che i mezzi di soccorso non siano riusciti a passare. Ma che lo ripetiamo a fare, sembrano tutti sordi», denunciano.









