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L’aeroporto batte tutti i record e porta 150 milioni di Pil in più in Umbria. Ma Panato deve scrivere ai soci: dovete versare

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Camera di commercio, Comune di Perugia e Comune di Assisi non hanno messo il loro milione. Solo Regione e Fondazione in pari. Eppure lo scalo ha concluso un luglio oltre ogni più rosea aspettativa e ad agosto farà anche meglio. Obiettivo a portata di mano: 350mila passeggeri già quest’anno

di Marco Brunacci

PERUGIA – Il numero da memorizzare è questo: 16-84. Nel mese che è appena cominciato sono state attivate 16 rotte complessive per 84 voli. Vuol dire che possono essere polverizzati tutti i record precedenti di passeggeri dell’aeroporto San Francesco, sicuramente la scommessa vinta dall’amministrazione regionale.

Ormai non si contano più tutti i successi – diciamo così – di tappa: il record storico giornaliero è stato di 2.377 passeggeri transitati in un solo giorno (4 luglio). Ad agosto di sicuro questo record verrà battuto. Ed era un record che resisteva dal 4 agosto del 2015, ricordano gli statistici dell’aeroporto dell’Umbria. Come potrà essere battuto il record di passeggeri transitati in un anno. E anche questo è a portata di mano.
Ai record si aggiungono altri soddisfacenti dati: per esempio la scommessa di British airways -collegamento sull’aeroporto principale di Londra, Heathrow – sembra avere successo. Bisognerà attendere però ancora un po’ per capire meglio, visto che il costo del biglietto è elevato.
Ma questo potrebbe indurre Lufthansa, storico rivale tedesco della compagnia britannica, a interessarsi con iniziative mirate e collegamenti con gli scali fondamentali della Germania, a partire dal gigante Francoforte.
Il fattore incoming – turismo in entrata in Umbria – è già molto soddisfacente, bisognerà limarlo e soprattutto renderlo non episodico: qui conta molto la qualità del servizio che sapranno offrire gli operatori umbri del settore, ma sarà fondamentale anche la “narrazione” che si farà, nei mesi prossimi, del brand Umbria.
Per ora Londra Stansted è tra i più gettonati collegamenti dell’aeroporto umbro, subito dopo Bucarest, e questo sta a dimostrare che il Regno Unito può diventare un punto di riferimento per la regione. Funzionano anche Malta, Barcellona e Rotterdam, ma la novità arriverà da Bruxelles: aumento dei collegamenti e possibilità di rapporti più intensi con il cuore politico e strategico dell’Europa.
Così, a partire dal numero magico di cui abbiamo scritto sopra, l’aeroporto da scalo gracile e malaticcio può diventare una risorsa economica e perfino un allettante business. Ma serve, per l’ultimo miglio, un partner che investa. Anche perchè l’ente pubblico (la Regione, in questo caso), che finora ha risanato, deve incominciare a incassare. Vale per le società partecipate, vale anche per l’aeroporto. Mai lasciare il lavoro a metà.

I NUMERI DI UN SUCCESSO

Ma, riflessioni a parte, eccovi nuovi numeri per dare il senso dei record al di là delle più rosee aspettative: nel mese di luglio sono transitati oltre 51mila passeggeri. Mai successo un un solo mese. Si arriverà, basta fare due conti, a non meno di 350 mila passeggeri alla fine dell’anno. Oltre le previsioni ottimistiche del piano industriale. L’aeroporto fa sbarcare in Umbria il 70% di turisti stranieri. Ha il record assoluto degli aerei privati (gente che viene a spendere in Umbria), come incremento e a livello assoluto. Vogliamo parlare dell’apporto del Pil? Ragionevolmente parliamo di una aggiunta di 150 milioni di contributo al Pil regionale. Vogliamo dire che numero ha dato Ryanair sul suo bilancio di previsione: l’aeroporto di Perugia ha una potenzialità da un milione di passeggeri. Vogliamo aggiungere che è tra i primi 3 aeroporti italiani per incremento dei passeggeri nel 2022.
Chi obiettava che il limitato bacino di utenza dell’Umbria era un macigno sullo scalo non è stato solo smentito: il fattore-bacino è saltato come avesse sotto una carica di dinamite. Oggi il dibattito si sposta. Facciamo lavori di ampliamento subito o aspettiamo fine anno? Facciamo un terminal nuovo (bastano 4 milioni) e puntiamo davvero al milione di cui parla Ryanair, con quel che significa per aumento dell’occupazione e del business anche indiretto?

MA ANCORA I SOCI NON PAGANO

Eppure, di fronte a questa evidenza – e Umbria7 sostiene dall’inizio lo sforzo contro tutti gli scettici – Confindustria continua a non affacciarsi, nonostante il cambio di atteggiamento rispetto alla precedente leadership.
Ma soprattutto – è notizia di ieri – il leader della Sase, la società di gestione, generale Panato, ha dovuto prendere carta e penna e scrivere ai soci: signori miei, dovete versare le quote di vostra spettanza, perché finora sono in regola solo la Regione e la Fondazione Perugia. Chi manca all’appello: Camera di commercio per 500mila euro, Comune di Perugia per 250mila, e anche il Comune di Assisi, che dovrebbe avere i maggiori vantaggi dallo scalo, per altri 250mila euro. La lettera è riservata, ma ne parlano in tanti. Anche se non se ne conosce il tono, ma di sicuro non è affettuoso. E’ necessario mettere subito mano al portafogli.

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