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Svimez annuncia: l’Umbria è la regione col più alto tasso di crescita del pil in Italia nel 2021 (+8,4)

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | L’istituto si lancia in previsioni che per l’Umbria sbaglia spesso, ma scova un dato “storico”. E per l’anno in corso ci sono le premesse per essere ottimisti e immaginare una crescita in linea con la media nazionale, intorno al 3%

di Marco Brunacci

PERUGIA – Svimez si occupa di sviluppo del Mezzogiorno e all’Umbria e alla crescita della sua economia ha poco tempo da dedicare. Ma stavolta la sua ricerca fornisce un numero “storico” per l’Umbria.

Svimez ha accertato che l’Umbria ha avuto il miglior PIL delle regioni italiane nel 2021. L’8.4 in più.
Dite: un grande futuro alle spalle?
No, perché a ragionare sugli altri numeri che Svimez fornisce ci sono motivi di ottimismo.
Guardando ai dati appurati: nel 2020 l’Umbria e’ la terza miglior regione ed arretra “solo” dell”8.1. Una premessa utile per l’exploit del 2021.
E’ quindi ragionevole pensare che la previsione di crescita per il 2022 (un modesto 1.9) è semplicemente dovuta al poco tempo dedicato alla piccola Umbria dai ricercatori Svimez.
Questo perché lo slancio in uscita del 2021 è stato forte e ha contrastato i fattori negativi (guerra, caro energia, alta inflazione).
Ma in secondo luogo perché Svimez aveva – in sede di previsione del 2021 – solo un 4% di incremento di PIL. E’ finita – come abbiamo detto poco sopra- con l’8.4. Più del doppio.
Anche la proiezione sul 2023 a questo punto deve essere considerata positiva per l’Umbria. L’1.3 potrebbe trasformarsi come un ranocchio delle favole in principe azzurro.
La tenuta e la capacità di reazione del sistema produttivo umbro sono ormai testati dentro ogni tipo di difficoltà.
Le politiche economiche di sviluppo a livello nazionale ma anche a livello regionale vanno incontro alle esigenze concrete delle imprese.
Ecco perché, tornando per un momento a ragionare sul Pil dell’anno in corso, è possibile azzardare una previsione più ottimistica.
Molti fattori fanno pensare che l’Umbria potrebbe stare dentro la media nazionale, quindi con un incremento del 3%. Un risultato che certificherebbe il nuovo trend, dopo il decennio – da dimenticare – del calo continuo.

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