di Marco Brunacci
Enrico Letta alla fine si è arreso. In questo momento sta facendo la segreteria sui “temi” elettorali – e fin qui ci siamo, con il partito non a pezzi – ma domani niente riunione per le candidature, come pure era stato detto e ripetuto in questi giorni.
Indovinate? Riunione invece spostata a Ferragosto. Il che dimostra come il segretario nazionale del Pd (forse non più per molto viste le manovre intorno a lui, in stile Cina contro Taiwan, che sta facendo il presidente dell’Emilia Romagna, Bonaccini, solido e rispettato esponente del Pd di governo) non ami l’appuntamento vacanziero più rispettato d’Italia. Ma che dice soprattutto che l’unica ratio di una iniziativa di questo genere (sempre che sia confermata) è che Letta voglia evitare che i contestatori arrivino al Nazareno. Errore di calcolo: saranno tutti lì anche a Ferragosto.
Tra i “tutti” ci sarà anche Walter Verini, al quale in questi giorni sarebbe stata di nuovo avanzata l’offerta di un seggio nel Lazio. Ma lui continua a non sentire storie: vuol essere candidato in Umbria. E lascerebbe il posto da capolista al Senato solo a un leader nazionale, anche un eventuale alleato. Ma a nessun altro. Il partito umbro ci prova ancora. Ma la battaglia sembra impari. Certo comunque Verini non ci sta facendo una gran figura. Ma Sauro Cristofani non si avvicina certo all’obiettivo, mentre a questo punto l’unico posto buono (anche se non certo blindato perchè legato ai resti nazionali) è quello per il ternano Spinelli, secondo dietro la Ascani.
Ultima nota: da Roma raccontano che c’è una interlocuzione in corso tra la consigliera regionale Pd, Donatella Porzi, e Calenda-terzo polo. Sarà proprio così?


