G7 finanziario, c’è l’accordo per un tetto al prezzo del petrolio: cosa significa per le famiglie e le imprese umbre?

L’intesa in via di definizione arriva a ridosso dell’embargo europeo alle importazioni russe

di Luca Ceccotti

PERUGIA – Si sono incontrati oggi – virtualmente – i ministri finanziari del G7 (Usa, Germania, Giappone, Francia, Regno Unito, Italia e Canada) per discutere delle ripercussioni economiche mondiali legate all’aggressione della Russia ai danni dell’Ucraina, che da febbraio 2022 a oggi ha scatenato un aumento dei costi dell’energia esorbitanti e ormai insostenibili, dovuti soprattutto alle forniture di petrolio di proprietà russa.

Durante l’incontro sembrerebbe essere stato raggiunto un accordo per mettere un tetto massimo al prezzo del petrolio russo, così da evitare un ulteriore rialzo dei prezzi, soprattutto in vista della prossima stagione invernale. I dettagli sono ancora in fase di definizione, considerando la messa in atto effettiva del piano non prima del prossimo dicembre 2022, comunque a ridosso dell’annunciato embargo europeo sulle importazioni del grezzo russo.

Il nodo centrale sarebbe la scelta e l’applicazione del tetto. Nonostante si stia lavorando per arrivare a una soluzione ottimale e condivisa, nella dichiarazione congiunta dei 7 ministri finanziari si legge che “il price cap sarà comunque comunicato in modo chiaro a trasparente una volta deciso dall’intera coalizione e prima dell’attuazione di ogni giurisprudenza”.

Dal G7 Finance giunge la convinzione sostanziale che il tetto al petrolio della Russia possa alleggerire la pressione sui prezzi mondiali del petrolio e sostenere i paesi importatori dello stesso. Si parla inoltre dei paesi a “basso e medio reddito che già patiscono gli elevati prezzi energetici”, e in qualche modo in questo contesto rientrano anche famiglie e imprese Italiane che già stanno soffrendo a causa di un’incontrollabile e vertiginosa iperbole dei costi dell’energia. A tal proposito, Michele Carloni del Cna Umbria ha sostenuto la necessità di aiuti immediati alle imprese regionali per evitare chiusure a tappeto e una nuova e problematica recessione.

Il price cap potrebbe rappresentare in effetti quell’aiuto di cui c’era bisogno, anche per le famiglie italiane che potrebbero – auspicabilmente – veder tornare a costi più sostenibili i prezzi dell’energia, specie con l’arrivo del freddo e la necessità di accendere i riscaldamenti.

Sempre che la Russia non tenga fede alle minacce post-annuncio del G7 finanza e smetta di vendere petrolio ai paesi del “cartello price cap”.

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