Il caro bollette arriva a Palazzo Spada: «Manca un milione»

La ricetta dell’assessore al bilancio Orlando Masselli: «Occorre ridurre le uscite e, se serve, spegnere i lampioni»

di Aurora Provantini

TERNI – «Manca un milione». Il caro energia ha bussato, inesorabilmente, anche alla porta di Palazzo Spada. Presentandosi con un più 80 per cento in bolletta, già nel mese di luglio. E a conti fatti, ovvero ad una prima previsione di spesa (fino a dicembre 2022) che tiene conto sia degli attuali costi dell’elettricità sia degli stanziamenti in bilancio, manca proprio un milione. «I nuovi scenari – spiega l’assessore al bilancio Orlando Masselli – impongono un radicale cambio di mentalità collettiva nell’uso dell’energia. Nel frattempo, è necessario ridurre le uscite e quindi spegnere qualche luce». Inevitabile, per Masselli, arrivare a questo: a lasciare al buio (ma non è detto) parti di città.

«Ridurre al minimo i consumi negli uffici è una pratica che stiamo già attuando, ma bisogna fare di più». Ci ha riflettuto e ne discuterà mercoledì 7 settembre in Giunta. «Per me vanno spente le luci come facevano i nostri genitori con noi: ci venivano dietro a smorzare il televisore, lo stereo, le abatj our. Era ovvio, dovevano far quadrare i bilanci. Stiamo in piena emergenza energetica e non possiamo far finta di niente. Noi, come le famiglie e le imprese – evidenzia Masselli – non possiamo indebitarci fino allo sfinimento senza almeno, dico almeno, provare a fare dei sacrifici».

Ma vediamo i conti che non tornano. Tre milioni di euro è la cifra che il Comune di Terni ha speso per le utenze del 2021. E tre milioni di euro è la somma che si ritrova a pagare da gennaio a luglio 2022. Tre milioni e tre milioni. Con una previsione di spesa di 4milioni fino a fine anno, che difficilmente basterà a “coprire” i mesi di agosto, settembre, ottobre, novembre e dicembre. Ne manca un altro. «E vanno ridotti i consumi subito» – suggerisce Masselli senza scoraggiarsi. Anzi, tira fuori la maglietta della Ternana e sfodera un bel «Forza Terni», che per un tifoso come lui è segnale di speranza e invito a giocare al meglio questa partita. Non dice di spegnere la città perché è cattivo. Lo dice perché il 70 per cento dei consumi in bolletta riguarda l’illuminazione pubblica. Su tre milioni, per intenderci, due vanno via per schiarire piazze e vie. E’ un problema – dice – che riguarda un po’ tutti i Comuni. «Addirittura Terni – evidenzia – ha un vantaggio rispetto ad altri: il 30 per cento dei punti luce della città sono stati già efficientati. Di 21mila lampade ne sono state rinnovate 7mila, con le varie campagne di efficientamento e con i fondi di Agenda urbana. Ma adesso qualche lampione va spento».

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