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Il Challenge di Acacia tra crisi delle bollette e sfida della sostenibilità. «Risposte straordinarie alle nuove emergenze»

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Il summit con ministri, ex ministri, governatori, imprenditori e banchieri come una “prima” al teatro Morlacchi. Le idee, le strategie, l’innovazione. E l’appuntamento futuro per sfidare Trento

di Marco Brunacci

PERUGIA – In viaggio in un orizzonte ignoto, con l’incubo del “cigno nero”, comparso nel cielo, grande e cupo, con la pandemia.
Il dubbio di tutti: è ancora in volo? Può tornare a oscurare il sole dello sviluppo economico?
Il ministro Giorgetti dice di avere il dovere dell’ottimismo, nonostante la crisi dell’energia e tutto quel che ne consegue.

L’ex ministro Tremonti ha invece la libertà dello studioso prima che del politico: «Guardo al futuro e una cosa sappiamo: di non sapere. Certo ci avventuriamo in cose diverse da quelle del passato. Buone? Cattive? Diverse». Ma indica un sottile veleno, comune alle ultime crisi: la speculazione. E non risparmia colpi di stiletto al governo Draghi (e perfino al Draghi Bce).
Al Challenge sulla sostenibilità, una sorta di “prima” alla Scala perugina che è il Teatro Morlacchi, magistralmente organizzato e diretto da Acacia group e del suo “guru” Francesco Pace, si sono confrontati imprenditori, banchieri, protagonisti della politica sull’asse Umbria- Marche, scelto come riferimento.
La governatrice umbra Tesei e l’assessore di punta della giunta marchigiana, Castelli, si sono trovati d’accordo con citazione per il sindaco di Perugia, Romizi, sulla necessità di trovare soluzioni straordinarie a una situazione che, colpa del costo delle bollette per imprese e famiglie, è eccezionale al pari della pandemia.
Si deve indirizzare il Pnrr diversamente? Tesei: «Il Pnrr nasce per un’emergenza, se ora l’emergenza è un’altra, ragioniamo».
Il Governo deve fare più debito? Castelli: «Tutti hanno l’obbligo di trovare soluzioni rapide all’emergenza. Discutiamo sugli strumenti da usare».
Un bel tema per il prossimo summit di Acacia (che ha mostrato forza e determinazione per far concorrenza al Forum economico di Trento) nel finale con gli imprenditori: come si crea un’ecosistema ideale per l’innovazione (un’altra Sylicon valley). Ecco le prime indicazioni, date a Nicola Porro, play maker del dibattito: progetti innovativi di alta qualità, un ambiente «dove si respira futuro» e «investimenti adeguati allo sforzo anche da parte del soggetto pubblico, che a questo deve credere».
Il resto al prossimo anno.

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