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«Per far tornare di moda l’Umbria non serve il voto di moda»

A Molino Silla di Amelia Mariastella Gelmini si accalora: «L’agenda Draghi unico strumento per un futuro da protagonisti per l’Italia»

di Sebastiano Pasero

AMELIA (Terni) – «All’Italia, all’Umbria, alle nostre città per essere protagonisti nel Mondo non occorre un altro voto alla moda come sono stati quelli ai Cinque Stelle e a Salvini. Occorre piuttosto dare seguito all’Agenda Draghi, l’unica in grado di riformare il Paese e dargli nuova forza in Europa».

Mariastella Gelmini, che del governo Draghi è ministro per gli Affari Regionali, arriva in prima serata e subito saluta gli educatori e i ragazzi della Comunità Incontro: «Voi siete l’esempio che dagli errori ci si può rialzare. Questa Comunità sta a dire che occorre sinergia pubblico privato per fare quello che lo Stato da solo non è in grado di fare».
La Gelmini poi sale sul palco – e con la foto alle sue spalle dell’omonimo fondatore della Comunità, don Pierino Gelmini – saluta i giovani militanti presenti: «Nel terzo polo ho rivisto l’impegno delle nuove generazioni».
Poco prima il trentenne coordinatore comunale di Amelia, Lorenzo Fiume si era rivolto proprio ai suoi coetanei: «Usciamo dal mondo virtuale e rimbocchiamoci le maniche, rivendichiamo il diritto ad occuparci della realtà e a commettere errori».
Quando la Gelmini parla non ha tenerezze: «Chi ha fatto cadere il governo Draghi si assume la responsabilità di aver lasciato gli italiani alle prese con bollette quadruplicate. Anche a Terni ci sono aziende che hanno dovuto ridurre la produzione perché hanno seri problemi con i costi energetici. Questi sono i frutti delle non scelte del passato. Noi siamo per l’Italia seria, quella che vuole che i soldi dell’Europa siano investiti in infrastrutture, comprese quelle che occorrono per la produzione energetica come i rigassificatori».

Sul Pnrr è molto severa: «Chi dice come la Meloni che il Pnrr si può rinegoziare scherza con il futuro dell’Italia. Quello è un contratto siglato con L’Europa e dobbiamo dimostrarci seri, abbiamo già incassato due tranche, 50 miliardi che sono una eredità fondamentale per il nuovo governo. Chi dice che con quei soldi ci si possono pagare le bollette mente spudoratamente».
La platea batte le mani convinta. Una platea che sul riformismo ha una sua storia. C’è molto ex Pd, in particolare l’area della Margherita.
In sala, tra gli altri, Valdimiro Orsini, Giacomo Leonelli, Donatella Porzi, Piero Bernardini, Stefano Puliti, Marco Mazzalupi, Michele Pennoni, Franco Barbabella.
Uscendo, anche qualche battuta sul passato: «Finalmente siamo a casa».

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