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Terni, solo Acea ha chiesto la mano di Asm

Nell’audizione dei legali che hanno seguito la ricerca del partner è emerso: «Altri matrimoni non erano possibili»

R.P.

TERNI – A chiedere la mano di Asm è stata solo Acea. Altri pretendenti non si sono fatti avanti e quindi il matrimonio è per molti aspetti obbligato.

Nel pomeriggio di oggi, al Cmm, nella audizione delle società e dei legali che hanno seguito la ricerca del partner industriale, in terza commissione del consiglio comunale, alla fine è emerso il dato che alternative non ce ne erano. Altre società non si sono fatte avanti, insomma.
Ma non perché Asm, la sposa, avesse un bel po’ di debiti in dote, ma per il semplice fatto che altri spasimanti, che pure nella fase iniziale avevano chiesto informazioni, al dunque non si sono fatti proposti perché consapevoli che Acea da tempo detiene quote societarie di Asm e quindi non hanno voluto “mettere il dito”.
Ciò non toglie che – a detta degli advisor – il matrimonio non sia conveniente per Asm. Anche in questa sede sono emersi i vantaggi che già erano stati enunciati nella audizione di pochi giorni fa con i sindacati. Siamo di fronte a una operazione industriale, a un aumento di capitale che lascia in vita l’azienda Asm rafforzando la sua operatività nel ciclo dei rifiuti e rendendola in grado di partecipare alle grandi gare per la gestione, oltre che dei rifiuti, dell’idrico e dell’energia. Una operazione patrimoniale, basata sul rafforzamento degli asset produttivi, che porterà benefici finanziari fin da subito rendendo la nuova Asm più solvibile.
In estrema sintesi dopo il mi piace unanime dei sindacati il super assessore alle Partecipate Orlando Masselli incassa anche il timbro di regolarità degli studi legali nazionali che hanno seguito la procedura.
Certo, mentre i volti dei consiglieri comunali di maggioranza appaiono sempre più tranquilli- alla fine dovranno votare loro in aula il via libera definitivo – quelli di minoranza sono sempre agguerriti. Alessandro Gentiletti (Senso Civico) ha parlato in sostanza di matrimonio per mancanza di alternative. I Cinque Stelle si sono tolti un sasso dalla scarpa tirando fuori la gara del 2014 quella che – svolta nell’era della sinistra- penalizzerebbe Asm nell’ambito di una gravosa raccolta e conferimento dei rifiuti. Il direttore Stefano Tirinzi, che c’era all’epoca come oggi, ha risposto che abbandonare quel settore sarebbe stato un suicidio e che il comparto rifiuti ha aumentato negli anni di almeno sette milioni il suo valore.
Difficile dire quando termineranno i lavori e audizioni della terza commissione. Ma entro ottobre il voto in consiglio sembra assicurato.

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