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Perugia e il senzatetto della Pallotta. «Va aiutato. Dove sono le istituzioni?»

La rabbia di residenti e commercianti, per cattivi odori e degrado, ma anche per l’aggressività dell’uomo: «Non si può continuare così»

di Arianna Sorrentino

PERUGIA – C’è urina per terra vicino alle tante coperte appoggiate sopra un cartone. Ci sono anche delle bottiglie di vetro, un ombrello e una busta con dentro dei vestiti. È la casa del senzatetto di via della Pallotta, al semaforo all’incrocio con via dei Filosofi. Si è posizionato poco più avanti del negozio di dischi e lì ha deciso di rimanere per affrontare l’inverno: quest’estate invece lo si poteva trovare nel parco in via Alfieri. È proprio il proprietario del negozio di dischi Francesco Picistrelli che sui social mostra la sua preoccupazione ma anche il suo disappunto per la situazione di degrado.

«Uno schifo totale davanti alla vista di tutti, schifo sia da un punto di vista prettamente concreto che da un punto di vista umano in quanto non credo che sia giusto accettare che una persona possa vivere in una condizione del genere». Che il senzatetto viva nel degrado si vede e si sente. L’odore di urina si avverte bene già all’inizio del marciapiede. Al semaforo barcolla tra le macchine chiedendo l’elemosina: in una mano il suo bastone per sorreggersi, nell’altra una bottiglia di birra. Perché l’uomo, a detta dei residenti, è conosciuto per bere esageratamente. Confermato da un commesso del supermercato della via che racconta come l’uomo ogni mattina all’apertura del negozio richieda birra e scatolette di tonno. Nazionalità non italiana, non conosce bene la lingua e rifiuta ogni tipo di aiuto, così come emerge dai commenti al post Facebook: «Rifiuta tutto. Non si può obbligare nessuno ad essere aiutato se non vuole. Certo è che non può continuare a fare il comodo suo».
In passato era già stato portato dall’Unità di Strada di Perugia al Cabs – centro a bassa soglia, ma senza risultati: l’uomo trascorreva la notte e poi la mattina dopo decideva di andarsene. E quindi le segnalazioni di residenti e commercianti della zona continuano ad arrivare: «Ho fatto personalmente delle segnalazioni a vigili, Asl e carabinieri. Dove sono le istituzioni? Dove sta l’Asl? Dove sta il Comune?», continua Picistrelli. C’è anche chi invoca la necessità di un trattamento sanitario obbligatorio, dato il comportamento dell’uomo che a detta del proprietario del negozio di dischi «è cattivo e violento. Ha minacciato pedoni con bottiglie di birra rotte e ha lanciato le stesse bottiglie a persone che lo criticavano». Lui magari non vorrà, ma è certo che quest’uomo vada aiutato.

Le foto denuncia di Francesco Picistrelli

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