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Aumenta la povertà in Umbria: ecco il rapporto delle Caritas diocesane

Sono 4.806 i richiedenti aiuto nei centri di ascolto nel corso del 2021

di Ar.Sor.

PERUGIA – I dati sono preoccupanti e confermano un trend che negli ultimi anni è solo che peggiorato: la povertà aumenta anche in Umbria. E nello specifico, aumentano i “nuovi poveri” che costituiscono circa il 30% dei richiedenti aiuto, di cui quasi due su tre sono italiani.

Per effetto diretto e indiretto della pandemia, è mutata infatti anche la composizione delle persone in difficoltà: tra i tanti poveri, ci sono anche i minori che ereditano la condizione di povertà dai genitori. Il IV rapporto sulle povertà delle Caritas diocesane in Umbria dal titolo “Un Padre alla ricerca dei figli” è stato presentato nella mattina di venerdì 11 novembre e non si limita a fornire dati, ma rappresenta una vera e propria ricerca studio accurata sul fenomeno della povertà rilevato nel 2021. Dietro ci sono storie di persone, minori, anziani, stranieri ma anche di donne e bambini in fuga dal conflitto in Ucraina. Tutto questo restituisce un’immagine di povertà che richiede lo sforzo comune di cooperare insieme e saper affrontare un triste problema che tocca anche la regione Umbria.
All’incontro sono intervenuti il vescovo di Terni-Narnia-Amelia, delegato Ceu per il servizio alla carità monsignor Francesco Soddu, il responsabile della delegazione Caritas Umbria Marcello Rinaldi e l’economista e coordinatore dell’osservatorio diocesano delle povertà ed inclusione sociale di Perugia Pierluigi Grasselli. Presenti anche i direttori delle Caritas diocesane umbre e i rappresentanti delle Istituzioni civili preposte alle politiche sociali.

caritas rapporto 2021


4.806 sono i richiedenti aiuto nei centri di ascolto nel 2021, di cui 2.426 donne e 2.390 uomini, per lo più stranieri, provenienti da Marocco, Nigeria, Romania e Albania e 1.620 italiani, di fascia d’età compresa tra i 19 – 65 anni e con un’istruzione medio bassa.
«Connesso al problema della povertà economica c’è il problema della povertà educativa – spiega l’economista Grasselli – ecco perché affrontare la questione del lato dell’educazione è fondamentale».
Il rapporto mostra come stia cambiando la composizione dei poveri con la presenza di disoccupati (1.256) ma anche quella degli occupati (752): sono i cosiddetti lavoratori poveri e i pensionati (256). Dal report emergono anche gli interventi della Caritas diocesana che continua a dare ascolto alla fascia di popolazione più debole offrendo ospitalità e servizi per la persona: sono 148.644 mila gli interventi effettuati nel 2021. Per una consultazione approfondita del report è possibile consultare il sito dedicato: “Un Padre alla ricerca dei figli” (arcgis.com)

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