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Corridore (Ap): «Latini ha fallito, la gente dice che è stato il sindaco più comunista di Terni. Il progetto di Bandecchi va ben oltre lo stadio-clinica. Pronta una nuova classe politica»

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | IL PROTAGONISTA/ Il coordinatore di Alternativa popolare a Umbria7: «Abbiamo un progetto ambizioso, di prospettiva: governare Terni, essere determinanti per la Regione e contendere con gli altri partiti alle Europee». E poi ancora tutto sui silenzi di Fi e le parole di Fdi, i rapporti con Perugia, i potenziali conflitti di interessi

di Marco Brunacci

TERNI – «Perché “Bandecchi sindaco”? Ma davvero qualcuno può ancora chiederselo? Delle amministrazioni di centrosinistra sappiamo, di quella di centrodestra, del sindaco Latini, cosa possiamo dire? Quello che dice la gente. Ma è possibile che siamo gli unici ad ascoltare gente?».
E allora: «Il governo Latini è stata una gestione politica fallimentare per la città, per le scelte di cui aveva bisogno e che non sono state fatte, nonostante i bisogni evidenti e le aspettative che c’erano. Latini si è limitato all’ordinaria amministrazione. Poteva bastare un amministratore di condominio, no? Vogliamo commentare le capacità di conduzione politica? Quanti rimpasti, quanto cambi di casacca. Nessuno se li ricorda. Vuol sapere cosa mi dice tanta gente quando la incontro? Che Latini è stato il sindaco più comunista del Dopoguerra. E, secondo lei, c’è ancora chi chiede: perché “Bandecchi sindaco”?».

Parla Riccardo Corridore, coordinatore di Alternativa popolare, il partito che porta Stefano Bandecchi a correre come sindaco a Terni, dentro un progetto nazionale.
Ma cosa ci si deve attendere di diverso e di migliore da Bandecchi sindaco, questo sì che se lo chiedono tutti.
«E noi siamo pronti a rispondere: prima di tutto una nuova classe dirigente, che non sia compromessa con i vecchi riti polverosi della politica, di destra come di sinistra. Liberi dalle logiche delle inefficienze, dei rinvii. Abbiamo contatti in questi giorni nel mondo delle imprese, come è nel nostro dna, ma anche delle professioni. Come pure abbiano contatti anche con diversi medici. Vogliamo dare a Terni una classe dirigente nuova, quella che si merita una città vitale. Nessun riciclato. Un vento che spirerà forte, come chiedono le persone che incontriamo. Prima di Natale avremo anche una sezione del partito, in corso Tacito. Pronti all’ascolto e al confronto. Quello che stiamo costruendo è un partito vero. Si inizia a Terni, con Bandecchi sindaco, ma la prospettiva è nazionale».
Vuol dire che il partito nascente, Alternativa popolare, non sarà un grande “Bandecchi sindaco”?
«Il contrario. Pensi che il presidente Bandecchi ritiene che l’impoverimento della politica sia iniziato con la personalizzazione della politica. Non ci sarà nessun riferimento in “Alternativa popolare” a Bandecchi, se non a Terni. Invece sarà un partito strutturato sul modello dei partiti storici, vintage, dico io, sì il Pci come la Dc o il Psi. Proposte politiche perseguite in maniera coerente, facili da riconoscere e sulle quali confrontarsi. Questo è il progetto».
Dal centrodestra umbro dicono che avete scelto un ambito diverso dal loro e quindi non si confrontano con voi.
«Chiariamo: Ap si riconosce nell’esperienza e nella cultura politica del Partito popolare europeo, il Ppe. Questo a livello nazionale. Le grandi esigenze di Terni ci impongono di fare una scelta diversa: ci poniamo al centro dello schieramento, pronti a raccogliere, per il bene della città, consensi da una parte e dall’altra. Sono tali e tante le necessità della città e così difficili da recuperare i ritardi, che non si poteva diversamente. Noi vogliamo rappresentare tutta la città, a partire dalla Terni operaia, così usata ma subito dimenticata da tutti».
Ci sarà quindi una Alternativa popolare a Terni e una nel resto d’Italia?
«Il nostro progetto è ambizioso, lo faremo nei tempi necessari. Partiamo subito con Terni, lavorando sulle esigenze della città che abbiamo detto, ma da subito pronti a espanderci in tutta l’Umbria. I nostri obiettivi? Governare Terni, essere determinanti alle prossime elezioni regionali, contendere con gli altri partiti alle elezioni europee. Con un impegno che stiamo prendendo a presentarci alle regionali di Lombardia e Lazio, che si svolgeranno prima delle comunali di Terni».
Ma se impostate questa esperienza politica sul derby Terni contro Perugia non sarà facile avere successo in Umbria. Non trova?
«Infatti non c’è niente di più lontano dalle nostre intenzioni di contrapporre Terni a Perugia. Diciamo solo questo: a Terni, in questo momento, vanno riconosciuti spazi e diritti che sono stati finora negati, ci deve essere un riequilibrio reale. Lo ammettono tutti. Poi ci occuperemo delle esigenze di Perugia in maniera nuova, come stiamo facendo a Terni, come faremo in tutti i territori dell’Umbria».
Torniamo a Terni: lei dice che Latini al momento sembra il candidato della Lega e basta.
«Io dico che Forza Italia tace, un silenzio assordante, come tace anche Fratelli d’Italia».


Ma Zaffini, che di Fratelli d’Italia è l’abile e saggio timoniere umbro, non certo uno avventato, ha fatto intendere che Latini merita di essere ripresentato, visti i problemi che ha dovuto affrontare in questo primo mandato, anche se dovrà prendersi l’impegno di fare molto meglio, magari a partire da questi ultimi mesi di mandato. E par di capire che poi intende blindarlo dentro una giunta di tungsteno, a forte componente Fdi. A questo punto voi con chi dialogate?
«Per noi non cambia nulla. La nostra è una proposta forte e ambiziosa. Pronti al confronto con tutti, sulle nostre proposte. Noi siamo al centro. Nel mondo del civismo si stanno muovendo verso di noi. Il Terzo Polo? Pronti a parlare. Ma non dimentichi che noi lavoriamo per un radicale rinnovamento della classe politica, che sia in grado di risposte concrete alla gente, sia di destra come di sinistra».
Su, ora è il momento di affrontare la questione centrale: lo stadio-clinica. Sicuri di avere tutte le ragioni? Mi dice come si fa ad accreditare, a norma di legge vigente, posti letto di una clinica, quando ancora non è stata ancora costruita?
«Noi siamo assolutamente sicuri della correttezza della nostra posizione. Lo abbiamo spiegato bene e a tutti, presentando il project financing, dopo aver consultato tutti gli esperti. Si poteva e si può fare. Lei insiste sull’ accreditamento diretto? Le rispondo semplicemente che non è questo il problema. Si trattava di avere un piano dei fabbisogni di posti letto regionale e sulla base di questo fare delle scelte. Adesso il piano per altro c’è. Noi siamo sempre in attesa. Ma sa cosa le dico? È mancata la volontà politica, prima di tutto a Terni, prima di tutto del sindaco Latini e della sua giunta».
Perché?
«Quando doveva insistere si è tirato indietro, quando doveva mettere le sacrosante esigenze della città sul tavolo non c’era mai. E così il centrodestra di Terni non si è fatto sentire con quello regionale. A scapito della città».
Lei dice però che ancora si può fare. Col Piano dei fabbisogni può passare il vostro progetto, stadio e clinica.
«Noi aspettiamo, la città aspetta».
Ma questo cambia la vostra strategia politica?
«Neanche di un millimetro. Continueremo a fare quello che dobbiamo».
Avvocato Corridore, certo non le sfuggono i potenziali conflitti di interesse se Bandecchi diventasse sindaco.
«Tutto già preso in considerazione, con un pool di amministrativisti. Il nostro progetto è per il bene della città. E quella di Ap è una visione ambiziosa, di prospettiva. Pronti ad andare lontano. Nello scrupoloso rispetto della legge».

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