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Credito per lo sviluppo, nella “rete territoriale” di Tesei arriva la nuova CariOrvieto, controllata dal Mediocredito centrale

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | L’Istituto guidato da Bernardo Mattarella pronto ad acquisire le quote della Popolare di Bari. La vocazione umbra garantita dal Piano industriale e dai vertici. A questo punto diventa ininfluente la decisione che prenderà la Fondazione CariOrvieto

di Marco Brunacci

PERUGIA – Nella strategia delle imprese al centro dell’economia umbra (oggi l’ha indicata come scelta per il Paese, il ministro Urso) era indispensabile per la governatrice Tesei poter contare su una rete regionale del credito.

L’idea originale – riportata mesi fa da Umbria7 – prevedeva uno schema a 4 punte (Banco Desio, Bcc Centro, Bcc Bettona Spello e CariOrvieto). Oggi i riferimenti restano 4, ma con valenze diverse.
L’operazione riuscita, per la quale Tesei (che ieri ha incontrato a palazzo Donini i vertici dell’Istituto) può dire in piena coscienza “missione compiuta”, è quella di CariOrvieto.
Qualcosa di simile a quello che è successo con il recupero dell’area di Monteluce. Un partner pubblico nazionale in aiuto dei buoni progetti della Regione.
A Monteluce c’è Amco, qui il Cavaliere bianco pubblico si chiama Mediocredito centrale (Mcc).
E, al di là dell’incontro con Tesei, la novità che di fatto pone la parola fine alla complicata vicenda, è che Mcc ha deciso di acquisire le quote di Banca Popolare di Bari.
Indiscrezioni dicono che l’operazione potrebbe chiudersi in poche settimana
Tesei, nella sua strategia del credito, immaginava una CariOrvieto molto calata sul territorio, in ascolto delle esigenze delle imprese, e senza più ingombranti legami con PopBari.
Questo era possibile solo con il pieno controllo della banca orvietano da parte di Mcc, dell’illustre presidente Bernardo Mattarella, oggi anche alla guida di Invitalia.
Ora questo è realtà. Missione compiuta, come si diceva.
E rende poco rilevante la decisione che prenderà la Fondazione CariOrvieto, che ragionevolmente non sarà in grado di trovare risorse per mantenere il 30% della banca. E fatalmente finirà per diluire la propri quota, in questa fase di indispensabile aumento di capitale.
La decisione, comunque, diventa marginale. L’interlocuzione diretta dei vertici della Regione con quelli della banca (Farabbi, Corbanelli), ma soprattutto col leader di Mcc Mattarella, consentiranno di far valere le previsioni del Piano industriale, e garantirà la vocazione territoriale della banca. Nel Piano sono anche previste nuove assunzioni e lo sviluppo di un brand autonomo.
Mentre si pensa al mantenimento di un “credito accomodante”.
CariOrvieto è un istituto di credito di rilievo col suo volume di prestiti (intorno al miliardo e mezzo). E’ pronto adesso a incidere sullo sviluppo dell’Umbria, partendo dal sud.

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