di Angelo Drusiani
TERNI – “E ricordati, Angelo, la politica la si fa, o la si subisce.” Non ricordo quanti anni avessi, nel momento in cui mio cugino me lo disse. Ci pensai un poco, ma in effetti non ne fui particolarmente colpito. Non perché lo sapessi già, o lo immaginassi. Semplicemente, perché la politica non mi ha mai affascinato.
Nonostante, in effetti, il ruolo che svolge è sicuramente importante. Ma, pazienza: non è che nella vita si possa inseguire tutto ciò che è importante. Anche perché la scala dei valori dell’importanza è quasi sempre personale. Credo! Tutto questo cappello a che pro? A quello che mi sembra di capire si stia verificando ora. All’indomani della Legge di bilancio presentata dall’attuale Esecutivo italiano. Legge su cui il Governo pare compatto, come naturalmente dovrebbe essere sempre. Non solo ora. E, sempre naturalmente, chi sta all’opposizione ha sollevato non poche critiche. E, ovviamente, ogni Partito la giudica a modo proprio, ed è abbastanza normale che le critiche non collimino. E fin qui, sulla base del passato, siamo nella normalità dei comportamenti. E, a proposito di comportamenti, se ho ben capito un Partito chiamerà a raccolta i propri elettori, per protestare, mentre il Segretario di un altro Partito di opposizione ha chiesto un incontro con la Presidente del Consiglio. Immagino per comunicare il proprio dissenso e motivarlo, senza convocare comizio. Comizio che, oggi, mi ricordano un passato non dico remoto nei fatti, perché, anche non molto tempo fa, mi pare che i Sindacati si siano ritrovati in Piazza, come si suole dire, ma che sa di tempi lontani. E, alla luce, della dialettica di alcuni oratori, da piccolo, piccolo rimanevo ad ascoltarli, perché mi piaceva quando alzavano i toni della voce. Sia ben chiaro, ma ero davvero piccolo. Sette anni? Forse. In ogni caso, preferisco il dibattito tra Governo e opposizione, attorno ad un tavolo o anche seduti su poltrone confortevoli, perché, è abbastanza probabile che anche il viaggiatore solitario non otterrà i risultati sperati. Pazienza. Non è da escludere che avrà meglio conosciuto l’interlocutore, anzi l’interlocutrice, e che quest’ultima possa avere apprezzato taluni ragionamenti del citato viaggiatore solitario. Fra i poeti del passato, cui mi sono rivolto per “arricchire” i miei commenti, ho trascurato il recanatese Giacomo Leopardi. I cui versi mi hanno accompagnato a lungo. E, addirittura, mi hanno aiutato, e non poco, all’esame di maturità. Grazie alla prima domanda che verté sulla sua scrittura. “…Questo di sette è il più gradito giorno / pien di speme e di gioia: / diman tristezza e noia / recheran l’ore, ed al travaglio usato / ciascuno in suo pensier farà ritorno…”. Anche oggi è sabato. Il sabato del villaggio dista quasi duecento anni da oggi. Ieri era il “Black Friday”. Oggi sarà probabilmente una coda degli acquisti, anche se siamo ad oltre nove mesi dall’inizio della guerra in Europa orientale. Le ipotesi che hanno preceduto il venerdì dedito agli acquisti ipotizzano che gli acquisti stessi possano “fatturare” circa tre miliardi di euro. La ricerca di un’azienda specializzata evidenzia che lo scontrino medio degli italiani per gli acquisti durante Black Friday e Cyber Monday ammonterà a 222 euro, in flessione rispetto all’importo medio speso per persona nel 2021, pari a 241 euro. Gli uomini prevedono di spendere più delle donne, con uno scontrino medio pari a 253 euro contro quello femminile pari a 191 euro. Capisco che i numeri siano una materia fredda, ma i consumi delle famiglie, che fanno seguito agli investimenti delle aziende produttrici, rappresentano il volano della società attuale. Del modo di vivere, consumare e, forse, gioire per gli acquisti effettuati, che affascina un enorme numero di persone. Com’è giusto che sia, peraltro. Perché non c’è nulla di male dedicarsi agli acquisti, anche se, come prevalentemente si verifica negli Stati Uniti, in gran parte ricorrendo a prestiti bancari e/o attraverso l’utilizzo di carte di credito che, a loro volta, finanziano i consumatori stessi. Politica, da un lato, consumi, dall’altro: ho forse smarrito il mio sentiero, limitando il ricorso a brani di poesie? No. Mi ha tagliato le ali il ricorso alla Piazza per protestare. Pensavo fosse una prassi ormai chiusa in un cassetto!


