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Pd, la sfida Bonaccini-Schlein: da Bori a Meloni, da Spinelli ad Ascani, il “chi sta con chi” dell’Umbria

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Presciutti aspetta Matteo Ricci, Verini è zingarettiano (S) ma soprattutto veltroniano (B), la Sereni su Franceschini, le donne dem per la De Micheli e Chiodini in bilico con Fassino, ma non con Burico e Betti (B)

di Marco Brunacci

PERUGIA – Pd, non ti puoi distrarre neanche per un week end. Ti giri un attimo, mentre sono già partite le commemorazioni, gli oranti, i cortei dei flagellanti e le malauguranti scie di incenso, che il partitone risorge.

Via con le primarie per fare il nuovo segretario. C’e’ tempo un botto, ma è iniziato lo sprint.
Tizio contro Caio, Caino e Abele ai ferri corti, agonismo e coltelli, la specialità della casa. Una sana rissa ricostituente. Volete scommettere che più litiga e più il Pd ne esce forte?
Bene, allacciatevi le cinture.
Oggi come oggi è Bonaccini contro Schlein con De Micheli, pronta a saltare su uno dei due carri. Se accettano anche quelli che non parlano romagnolo e non sono devoti alla piadina, forse ci sarà anche qualche altro candidato. Ma, occhio e croce, i numeri uno del partito si stanno sfilando dalla sfida.
Da Matteo Ricci a Nardella a Orlando dove la trovano una porta degna per rientrare.
E allora, via con il “chi sta con chi” dell’Umbria.
Partenza dall’Assemblea legislativa. Il vicepresidente Bettarelli ha la perfetta facies per lo spot elettorale di Bonaccini. La capogruppo Simona Meloni, il sol dell’avvenire di queste terre oggi marginali per la sinistra (ma non il suo Trasimeno), concreta com’è e di governo, è per B non per S (Schlein). Così anche – si desume – Paparelli.
L’unica speranza per Schlein, ma è tanta roba, è il segretario regionale Bori, però attenti alle sorprese. Il suo sodale di impegno, di età e, se non si offende, pure di corrente, è Benifei, la faccia europea del Pd, ed è per S. Quindi anche Bori. Il quale tempo fa, però, confidava simpatie per B. Vediamo.
Se, come sembra,
Ricci non si candida. il fiero avversario di Bori, ala moderata, sindaco di Gualdo Tadino, Massimiliano Presciutti, sta con B (altrimenti Ali umbra e nazionale si intenderanno).
I lettiani di ferro (Cristofani?) dovrebbero stare su S, come i franceschiniani (Marina Sereni).
Il giovane sindaco di Castiglione, Burico, sta con Bonaccini.
I parlamentari eletti Verini e Ascani?
Il primo sarebbe zingarettiano e quindi per S, ma soprattutto veltroniano perciò via con B.
Dalla Ascani (data in quota Letta, quindi Schlein) si attendono i fuochi d’artificio finali.
D’altronde è o non è la regina del colpo di scena?
Gli ex giovani turchi, o quello che rimane, dovrebbero stare su Bonaccini. Così anche ex area riformista.
Alcune delle donne democratiche, a partire da Morena Bigini, portavoce delle democratiche provincia di Perugia, sta sulla De Micheli che potrebbe attrarre un pò di qua e un pò di là ma tutti si aspettano che poi riconverga su un candidato forte.
Spinelli, segretario di Terni, ha così tanta simpatia per Conte e 5s che attende un candidato “de sinistra”, ma, ora come ora, sembra più uno da B che da S.
L’ex senatore ternano Rossi? Un altro che aspetta un segnale da Orlando.
Ritorno sulla riccafirte rissa sel Trasimeno per dire che il sindaco di Magione Chiodini è attendista ma scruta fin sa ora cosa farà Fassino. E lo storico “ammiraglio” Batino? Contro l’establishment dice lui. Quindi S. O no?
A Spoleto, Laureti con Bori e Zingaretti. Quindi S. Sempre a Spoleto c’è B nelle simpatie di assessore comunale e di Dante Andrea Rossi (lo considera un amico).

Francesco Messina, questore di Perugia (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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