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Terni, a pattinare sul ghiaccio col Suv

La sociologa Maria Caterina Federici: «La sosta selvaggia è l’evasione nel pagamento dei parcheggi. È l’invito a trasgredire le regole. È l’espressione del degrado»

A.P.

TERNI –  «La sosta selvaggia è l’evasione nel pagamento dei parcheggi. E’ l’ invito a trasgredire le regole.  E’ l’espressione del degrado della città». Maria Caterina Federici, professore straordinario di sociologia e metodologia della ricerca, cita la  “teoria delle finestre rotte”: «Sempre attuale».  La teoria afferma che mantenere e controllare ambienti urbani reprimendo i piccoli reati, gli atti vandalici, la deturpazione dei luoghi, il bere in pubblico, la sosta selvaggia, riguarda il bene comune. Trascurando invece l’ambiente urbano si trasmettono segnali di deterioramento, di disinteresse e di non curanza.

«Se in una strada normale un giorno qualcuno spacca una finestra con una sassata, la gente viene sfavorevolmente colpita da questo episodio. Ma se il giorno dopo nessuno la ripara e la gente continua a passare davanti vedendo che la finestra è ancora rotta e nessuno si prende l’impegno di ripararla comincia a pensare che sia normale che la finestra sia rotta». L’ordine pubblico, in sostanza, è qualcosa di molto fragile: «Se tu non ripari la prima finestra, presto tutte le finestre saranno rotte». 

La sosta selvaggia è “una finestra da riparare”. A Terni le auto riempiono i marciapiedi del centro  e svuotano i parcheggi di assestamento. Riescono a superare la pista di pattinaggio su ghiaccio posizionata in piazza della Repubblica e, in barba alle telecamere di video sorveglianza, stazionano per ore davanti alla Bct. Pardon, davanti ai tavolini del bar antistante. Roberto Elisei, che nella stessa piazza ha il chiosco  di giornali, conferma:  «Ormai a Terni le macchine arrivano ovunque. Ormai restano parcheggiate intere anche in corso Tacito. E sono belle macchine, sono suv che danno fastidio alle vetrine dei negozi. Spesso sempre le stesse». All’origine del lasciare l’auto dove fa più comodo, c’è un’idea ben precisa: «Tanto non importa niente a nessuno». 

«Invece importa a qualcuno, il bene comune – argomenta Elisei – a quelli che amano questa città. Forse sono rimasti pochi, ma sono gli stessi che segnalano fino allo sfinimento le situazioni di degrado e che vorrebbero un centro più vivibile». Per questi ultimi sarebbe bene “educare” (sanzionando) a lasciare le auto all’interno delle aree pedonali anziché  fuori. «E quando si stancheranno di fare inutili segnalazioni – le cose non cambiano – se ne andranno da Terni come stanno facendo molti giovani, perché questa città non ha un progetto».

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