Francesca Cecchini
ASSISI (Perugia) – Mettiamo una bella serata da trascorrere in famiglia. Mettiamo anche un rapporto generazionale complicato che gira un po’ tutto (ma non solo) intorno ai soldi e un ragionamento per cui una madre, ex artista a cui piace fare la spendacciona, arriva alla resa dei conti con i figli tra recriminazioni e compiacimenti, con tutti i risvolti che ne conseguono, sfiorando però quell’absurd che solo un palcoscenico di teatro può consentire.
Queste le premesse di “Riunione di famiglia”, commedia brillante in scena sabato 17 dicembre al teatro Lyrick di Assisi che vedrà protagonista un quartetto d’eccezione composto da una frizzante Katia Ricciarelli, Nadia Rinaldi, Fabio Ferrari, Claudio Insegno, quest’ultimo, tra l’altro, anche in veste di regista.
Federico, un imprenditore di successo, riunisce suo fratello Beniamino e sua sorella Fanny poco prima di una cena con la madre: ha seri problemi economici e non è più in grado di mantenere tutta la famiglia. L’unico modo per sopravvivere è sopprimerla, tanto più che è diventata ormai insopportabile. Beniamino e Fanny ridono pensando sia uno scherzo ma realizzano che Federico è molto serio. I sensi di colpa sono davvero tanti, tuttavia decidono che versare molto sonnifero nel suo cocktail preferito sia la soluzione migliore. Non darà adito a sospetti sulla sua morte.
I giochi hanno inizio, ma i tre figli non hanno fatto i conti con l’esuberanza della madre che, irresistibile e divertente, imprevedibile e piena di energia, dichiara di non aver vissuto in pieno la propria vita per colpa loro. Per questo ora vuole vivere libera da legami, senza limiti e priva di ogni responsabilità.
Una commedia che tocca evidentemente un tema molto attuale, quello dei legami familiari che – può capitare – si sviluppino negli anni, sul palco tanto quanto nella vita reale, sfociando anche in scelte di vita più o meno drastiche che vanno a sovrastare il concetto ordinario di affetto, sconvolgendo il modo consueto di vedere (e vivere) l’unione familiare.
Ma attenzione, racconta Katia Ricciarelli a Umbria7, nello spettacolo non si vuol puntare un dito o dare giudizi. Non si vuol nemmeno essere troppo seriosi. La protagonista: «È una donna divertente che vuole fare la bella vita sfruttando i figli, ma anche lei per i figli ne ha fatte tante». I toni sono ironici e tutto il main theme è portato in scena in maniera amplificata, toccando anche il grottesco, poi: «Alla fine c’è qualcosa di molto profondo che emerge, ma non posso raccontavi cosa succede». Quindi, vero che: «Certe cose non dovrebbero farle né genitori né figli» ma l’intento della compagnia in scena: «È passare del tempo con un po’ di leggerezza» ridendo tra gag e battute, condite da qualche momento di commozione.
Un linguaggio disinibito caratterizza la piéce. La Ricciarelli, signora dalla grande eleganza d’arte e modi, all’inizio ha fatto un po’ fatica ad abituarsi, poi si è lasciata andare pian piano cogliendo anche l’occasione di vedere il lato divertente nell’utilizzare un vocabolario tanto distante dal suo. Una veste inedita per la soprano: «Mi fa piacere che veniate a sorridere un po’, a divertirvi e a sentire questa Ricciarelli che fa una cosa che non ha mai fatto» e che, aggiungiamo, è la prima volta che calca il palcoscenico del teatro Lyrick.
Ma non prima volta in Umbria. La signora Ricciarelli ha vissuto per ben 25 anni a Spoleto e tornare nel cuore verde di Italia le fa: «Un grande effetto. Io amo l’Umbria». Così ci regala un bellissimo ricordo del suo capitolo di vita trascorso nella città del Festival dei Due Mondi (dove sarà presente il prossimo anno), periodo condiviso con sua madre con cui aveva un profondo legame: «Devo molto all’Umbria perché qui mia madre è stata bene, era felice, ha vissuto come una regina». L’amore per i suoi cani con cui la mamma faceva lunghe passeggiate nei terreni spaziosi adiacenti. Anni di serenità se si pensa che: «Durante l’infanzia non avevamo nulla, non potevamo concederci nemmeno un giardino di un metro».
Un rapporto molto speciale fra le due donne: «Penso di essere stata una buona figlia. Lei sicuramente è stata una madre fantastica. Poi, sai, si può sempre dare di più nella vita, ma se mi guardo allo specchio, credo di essere stata brava, Sono contenta. Tutto quello che ho fatto lo devo a lei e ho cercato sempre di ripagarla perché era giusto così. Volevo andare fino in fondo alla mia carriera per lei».


