di Carlo Favetti
SANT’ANATOLIA DI NARCO (Perugia) – Iniziamo un percorso storico artistico, in questo mese di Dicembre dedicato all’avvento e Natale quindi ai personaggi principali della storia della cristianità come La Vergine Maria (venerata spiritualmente nello spoletino, quindi in Valnerina), cercando di scoprire, o almeno far conoscere, piccoli gioielli d’arte che pullulano in questa verde vallata attraversata dal Nera.
Questa volta, raggiungiamo Sant’Anatolia di Narco, con la chiesa di Santa Maria delle Grazie. Gli abitanti dell’ antico castello pensarono bene di ampliare quella primitiva edicola campestre la quale
conteneva al suo interno preziosissimi affreschi del 1416 c.a di scuola umbro-senese. Gli affreschi ancora oggi, dopo l’ ampliamento del XVI secolo, più precisamente nel 1575, ricoprono tutte le pareti
interne. In un arco, su pilastrini a finto mosaico e’ dipinta l’originale Madonna in trono, che tiene il Bambino Gesù in piedi benedicente; ai lati sono posti I Santi Giovanni Evangelista e il classico Sant’Antonio Abate. L’ ampliamento della primitiva edicola ha arricchito architettonicamente l’edificio. Infatti ciò si può ammirare nella bella facciata a timpano con il campaniletto a vela; il grande portale a bugne sullo stile abruzzese con ai lati due uguali finestre quadrate. Al centro della facciata un oculo in pietra. All’ interno, sulla parete di fondo, del 1578 e’ un affresco realizzato dallo spoletino Piermatteo Gigli. Il dipinto che incorpora l’ originale, raffigura l’Assunta tra gli Apostoli. Un bel dipinto di
scuola spoletina che vede l’ autore uno dei divulgatori, in assoluto, dello stile di Jacopo Siculo. Questo soggetto raffigurato dal Gigli, dimostra la sottomissione del popolo della Valnerina al comune di
Spoleto oltre alla devozione mariana. (Troveremo in moltissime chiese del territorio questo soggetto, il più efficace e rappresentativo, secondo me è nell’ Incoronazione presso la parrocchiale di Caso di
Giovanni di Pietro detto lo Spagna e nella bassa Valnerina presso l’abside della chiesa di Santa Maria Assunta in Arrone, opera di Vincenzo Tamagni e Giovanni da Spoleto). Ma torniamo a Santa Maria
delle Grazie di Santa Anatolia di Narco; gli affreschi del Gigli si possono ammirare anche sulla fronte dell’arco con una teoria di Santi posti attorno all Agnello Mistico: (da sinistra) Sant’agata, Santa
Anatolia, San Martino, Santa Cristina, Santa Lucia, Santa Vittoria, Santa Apollonia Santa Barbara. Dipinti assai suggestivi di stampo rinascimentale che danno al Gigli un chiaro e indiscusso ruolo di
artista protagonista della seconda metà del cinquecento, un manierista poco apprezzato e conosciuto ma presente in vari edifici di culto. La chiesa si può ammirare di fronte all’ antico castello che conserva
ancora tutte le sue caratteristiche originali dell’ epoca altomedievale con la doppia porta di ingresso, mura possenti con mensoloni, contrafforti e caditoie. Ottimo recupero del centro storico e delle sue testimonianze di municipalità.


