Da ecomostro a ecoquartiere: i palazzoni di Ponte San Giovanni acquistano nuova vita

Ater Umbria ha acquistato il complesso per 5,5 milioni di euro

di Arianna Sorrentino

PERUGIA – L’area ex Palazzetti ha gridato vendetta per tanti anni. Luogo di degrado, criminalità, furti, bivacchi, è stata oggetto di sequestro e dissequestro ma ora, dopo undici anni dall’inchiesta Apogeo che ha bloccato i lavori di costruzione, sta per acquisire una nuova vita diventando un ecoquartiere degno della città. Entro il primo semestre del 2026 la ferita verrà sanata grazie ad un progetto di riqualificazione dell’area, che si inserisce nell’ambito del progetto PINQuA – Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare. Ad acquistare il grande complesso edilizio è stata Ater Umbria, l’agenzia regionale per l’edilizia residenziale, per un importo di circa 5 milioni e mezzo, dopo una complessa trattativa con la curatela fallimentare. I lavori che verranno effettuati sono stati illustrati nella mattina di venerdì 13 gennaio all’interno dell’area in via Adriatica dove si trovano i mastodontici edifici. 

Il progetto prevede una serie di demolizioni preliminari – sia parziali che integrali – volte a ridurre la densità abitativa privata e dando spazio così a residenze speciali e ampie aree pedonali pubbliche. Ci saranno alloggi di edilizia residenziale sociale a canone concordato, spazi commerciali, servizi di quartiere come un asilo nido, il parco della musica e un laboratorio didattico del parco archeologico dei Volumni. Tutto ispirato ai principi della sostenibilità ambientale, economica e sociale. «Qui si realizzeranno delle abitazioni ma anche delle strutture da adibire a servizi e degli spazi destinati alla relazionalità – spiega il presidente di Ater Umbria Emiliano Napoletti – A prescindere dall’indispensabile costruzione di contenitori, pensiamo che sia altrettanto indispensabile creare le condizioni per cui si ristabiliscano i legami di coesione sociale essenziali alla qualità della vita nel territorio». La trasformazione radicale che porterà il quartiere ad essere esempio di accessibilità e aggregazione porterà una boccata d’aria ai residenti che per molti anni hanno dovuto convivere con l’ecomostro di via Adriatica. Ma oltre la riqualificazione dell’attuale ammasso di cemento grazie ai fondi Pnrr e l’acquisto da parte di Ater Umbria, c’è anche quella dell’intera Ponte San Giovanni. «Per Ponte San Giovanni ci sono anche altri finanziamenti, tra cui 800mila euro per una rete ciclabile collegata alla stazione ferroviaria rinnovata e al percorso ciclopedonale del Tevere – spiega il sindaco di Perugia Romizi – È importante, però, anche il fatto che l’investimento pubblico abbia attivato investimenti privati: è la migliore riprova della bontà delle scelte fatte». 

A questi progetti presentati dal Comune di Perugia, se ne aggiungono altri due presentati dalla Regione Umbria: “Vivere l’Umbria: valorizzazione del patrimonio regionale lungo la Ferrovia Centrale Umbra e relative pertinenze” e “Alta Umbria 2030: strategie di rigenerazione”. Ad intervenire – oltre il presidente Napoletti e il sindaco Romizi – anche la presidente della Regione Umbria Donatella Tesei, l’assessore regionale alle opere pubbliche e politiche della casa Enrico Melasecche, l’assessore comunale all’urbanistica Margherita Scoccia e il sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco. Erano presenti anche il senatore Franco Zaffini, il presidente dell’Assemblea Legislativa Marco Squarta, il vicesindaco del Comune di Perugia Gianluca Tuteri e i consiglieri comunali Maria Cristina Morbello, Paolo Befani e Lorenzo Mattioni, oltre ai membri del Cda di Ater Umbria, i dirigenti del Comune di Perugia e di Ater Umbria.
«Finalmente prende il via l’opera di riqualificazione di Ponte San Giovanni, dove i protagonisti saranno le persone e le giovani famiglie incluse in un progetto di trasformazione ecosostenibile. Quello che diamo oggi è un grande segnale di legalità e sicurezza ed è un intervento che rientra tra i progetti del Pnrr. Grazie all’impegno di tutti, portiamo a casa un importante risultato: questa importante frazione della città di Perugia sarà recuperata al degrado e restituita ai cittadini». Così il sottosegretario all’Interno Prisco (Fdi) a margine della presentazione dei progetti Pinqua a Perugia.

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