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Economia/Prometeia: grazie ai buoni risultati del 2022, il 2023 sarà di crescita, anche se piccola. Ma Cna ha deciso che si tratta di una «gelata»

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | L’Ufficio studio dei piccoli imprenditori condizionato dal meteo di questi due giorni. Con gli stessi dati, conclusioni opposte. Ai cittadini umbri non resta che attendere. Però fiduciosi perché la attesa recessione è da considerarsi scongiurata

di Marco Brunacci

PERUGIA – Quando si dice che i Centri studi possono avere opinioni opposte. A dire la verità qui di fronte c’è il peso massimo Prometeia, tra i primi in Italia, e quello di Cna Umbria che è da considerarsi ovviamente meno “pesante”, di sicuro nel panorama nazionale.

Fatto sta che abbiamo due scenari opposti per l’economia dell’Umbria, partendo dai medesimi dati. Questo lascia i cittadini della regione in definitiva tranquilli: si vedrà più avanti cosa succederà e chi dei due avrà ragione. Ma Prometeia, almeno per storia e caratura nazionale, parte in vantaggio.
Ed è Prometeia a spiegare testualmente che «per l’Umbria, per gli effetti di trascinamento del 2022, si segnala un debole miglioramento dello scenario. Il tasso di crescita rimane ridotto (+0,4% rispetto al +0,1% stimato a settembre 2022) ma si allontana comunque il rischio di una vera e propria recessione». Un ulteriore miglioramento si attende nel 2024 con un +0,9%. Ma è già difficile fare previsioni per quest’anno figurarsi il prossimo.
Prometeia segnale che l’Umbria è «tra le regioni italiane che presentano la più forte revisione in senso positivo sia del preconsuntivo 2022 (dal 3,1% al 3,9%) che delle previsioni per il 2023». Segue analisi dettagliata dei vari settori.
Cna invece dice che nel 2023 ci sarà «una brusca gelata», dopo lo sprint del 2022, con «una crescita di poco superiore allo zero». Stessi dati, conclusioni diverse.
Ma non intravedevano tutti una recessione che al momento, per l’Umbria, ma anche per l’Italia, sembra scongiurata?

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