Staff Evo 4.0

Evo 4.0 per un’educazione inclusiva: così in Umbria si combatte la dispersione scolastica

Il progetto si svilupperà in varie aree del territorio regionale in modo complementare ai percorsi scolastici curricolari

R.P.

PERUGIA – È del 15% in Umbria la dispersione scolastica. Un dato che emerge dall’Invalsi (Istituto nazionale valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione) e che include il tasso di abbandono scolare (la dispersione esplicita) ma anche la dispersione implicita, cioè la quota di studenti che al termine della scuola superiore presenta – in italiano, matematica e inglese – livelli di competenze raggiungibili alla fine della scuola di primo grado (13-14 anni). In questo contesto si colloca il progetto Evo 4.0 – Educazione inclusiva per l’Umbria di domani, che sosterrà 160 ragazzi umbri tra i 14 e i 17 anni a rischio, appunto, di dispersione scolastica, offrendo loro un percorso educativo di scoperta e sperimentazione che li accompagnerà nella costruzione di una prospettiva lavorativa e di una nuova idea di futuro.

Un modello di intervento innovativo presentato lunedì 30 gennaio nella sala delle Colonne di palazzo Graziani a Perugia, finanziato dalla Consulta delle Fondazioni Umbre e dall’Impresa sociale “Con i bambini” che coinvolge il mondo della scuola, della produzione e del terzo settore. Presenti in conferenza Cristina Colaiacovo (presidente della Fondazione Perugia), Libero Mario Mari (presidente della Consulta delle Fondazioni Bancarie Umbre), Nicola Cabria (direttore operativo Human Foundation), Roberto Bonifazi (presidente Consorzio Abn), Sergio Repetto (dirigente Ufficio scolastico dell’Umbria), Giuseppe Merli (dirigente del servizio Istruzione, Università, Diritto allo studio e ricerca – Regione Umbria), Fabrizio Stazi (direttore generale Fondazione Perugia, in veste di moderatore).

Staff Evo 4.0

Il percorso è strutturato in modo complementare ai percorsi scolastici curricolari e si articola in diverse fasi: dall’ingaggio dei ragazzi, in collaborazione con le scuole coinvolte, alle attività di orientamento individuale, a una serie di attività mirate alla conoscenza dei temi della produzione digitale in ambiti legati alla cultura e alla tradizione imprenditoriale del territorio umbro: moda, design, meccanica, agricoltura.
La filosofia del progetto si basa su un’idea di affiancamento individuale ai singoli studenti, funzionale a progettare un’idea di sviluppo personale e professionale che possa tradursi in una efficace conclusione del percorso scolastico e in un consapevole ingresso nel mondo del lavoro.
Il progetto si svilupperà in varie aree del territorio regionale umbro – Città di Castello, Foligno, Narni, Perugia, Orvieto, Spoleto e Terni – che verranno raggiunte direttamente grazie al coinvolgimento attivo di un partenariato ampio e multilivello guidato dal Consorzio di cooperazione sociale Abn e composto da Istituzioni scolastiche.
Evo 4.0 avrà una durata di 36 mesi dei quali 8 mesi di preparazione operativa e 28 mesi nei quali saranno realizzati 2 sessioni distinte del progetto pilota. Gli 8 mesi di preparazione daranno modo al partenariato di costruire i modelli di attuazione delle specifiche attività assegnate a ciascun partner coinvolto. Il Consorzio esecutore a sua volta avvierà una fase di ampliamento del partenariato coinvolgendo portatori d’interesse locali per dare vita ad un progetto quanto più radicato nel territorio e che risponda ai bisogni reali del target di ragazzi identificato.
«I ragazzi e le ragazze che oggi hanno meno di 18 anni – ha dichiarato Libero Mario Mari – stanno vivendo un passaggio fondamentale del proprio percorso di crescita e formazione in un contesto particolarmente complesso. L’emergenza covid, infatti, ha avuto delle pesanti ripercussioni rendendo molto più complesso l’accesso a opportunità educative e sociali. Partendo dalle esigenze del territorio regionale, la consulta delle Fob Umbre ha deciso di intervenire con un progetto che nasce dalla volontà di supportare i giovani umbri a rischio di dispersione scolastica che vivono in situazioni di svantaggio sociale, economico, territoriale inserendoli in percorsi extrascolastici che prevedono un approccio educativo basato sui temi del digitale, delle nuove tecnologie e della sostenibilità ambientale».

ALLEANZA EDUCATIVA

Evo 4.0 non soltanto un progetto, ma una sorta di vera e propria alleanza educativa. Su un tema strategico come la dispersione scolastica è indispensabile un’azione sinergica e coordinata tra tutti i portatori di interesse coinvolti: le famiglie, ma anche la scuola e il mondo della produzione. Da questo punto di vistail proponimento è una piattaforma multistakeholder su un bisogno complesso del territorio.
Sono almeno cinque i tratti che caratterizzano il progetto, lo rendono innovativo e potenzialmente ne fanno un modello di intervento replicabile anche su altri ambiti.
Rilevanza del tema: la dispersione scolastica è questione strategica perché riguarda il futuro dei nostri territori. Secondo l’Istat la percentuale di popolazione giovanile in età scolare rappresenta il 13,2% della popolazione umbra. I Neet – giovani che non studiano e non lavorano – sono circa 7.500, su un totale di 116.551 abitanti con età compresa tra i 5 e i 19 anni (dati 2019). Anche alla luce di questi dati appare evidente come il tema della dispersione scolastica non possa essere confinato a una dimensione privata, cioè demandata alla esclusiva cura delle famiglie. È un problema di sistema e occorrono interventi di sistema.
La dispersione scolastica è questione strategica perché riguarda il futuro dei nostri territori. Ed è una questione che si è aggravata per effetto della pandemia da Covid 19. Dall’indagine Ipsos I giovani al tempo del coronavirus (2021) che ha analizzato opinioni, stati d’animo e aspettative di due milioni e mezzo di studenti Italiani tra i 14 e i 18 anni emerge un quadro critico: 34.000 studenti delle scuole superiori, a causa delle assenze prolungate, rischiano di alimentare il fenomeno dell’abbandono scolastico; il 28% degli intervistati afferma che dal lockdown di primavera c’è almeno un proprio compagno di classe che ha smesso di frequentare le lezioni; il 7% afferma che i compagni di scuola “dispersi” a partire dal lockdown sono tre o più di tre. Anche alla luce di questi dati appare evidente come il tema della dispersione scolastica non possa essere confinato a una dimensione privata, cioè demandata alla esclusiva cura delle famiglie. È un problema di sistema e occorrono interventi di sistema.
Ampiezza del partenariato: data la rilevanza del problema, l’iniziativa prevede un partenariato ampio e multilivello, in grado di assicurare le competenze necessarie alle azioni previste. Il partenariato è guidato dal Consorzio Abn ed è composto da quattro tipologie di soggetti. Istituzioni scolastiche (Istituto d’istruzione superiore Cavour – Marconi – Pascal di Perugia, l’Iis Scientifico e tecnico di Orvieto, l’Ipia E. Orfini di Foligno, Istituto istruzione superiore Gandhi di Narni, Istituto omnicomprensivo Ipsia Pertini – Cpia di Terni, Istituto istruzione superiore R. Casimiri di Gualdo Tadino), Enti del Terzo settore (cooperativa B, cooperativa Borgorete, cooperativa Il Quadrifoglio, cooperativa Il Poliedro, cooperativa Cooss, associazione Wega), agenzie educative e formative (Its Umbria Made in Italy, Istituto italiano di Design Anwa, Università delle Arti e dei mestieri e Land), organizzazioni esperte nel Community Engagement e nella valutazione di impatto sociale Human Foundation Sinodè.
Modellizzazione dell’intervento e replicabilità: proprio la dimensione ampia e articolata dei soggetti che hanno accolto la sfida al contrasto della dispersione scolastica ha spinto i promotori a predisporre un’azione di modellizzazione dell’iniziativa che verrà portata avanti nel corso dei tre anni di lavoro e che ha l’obiettivo ambizioso di consentire di replicare e diffondere l’esperienza, facendolo diventare una specificità del sistema educativo umbro.
Ruolo del Terzo settore: il progetto assegna un ruolo fondamentale di connessione agli enti del Terzo settore, a partire dal consorzio di cooperazione sociale Abn, che è il capofila. La ragione di questa centralità sta nella capacità degli enti del terzo settore di leggere i bisogni del territorio, valorizzare le sue risorse, fare connessione tra soggetti in una logica di complementarietà e sussidiarietà rispetto ai portatori di interesse pubblici e privati.
Leva finanziaria: in una logica di corresponsabilità territoriale, il progetto Evo 4.0 viene finanziato dalle fondazioni bancarie umbre – nella misura di oltre 300 mila euro – a cui si aggiunge un raddoppio del finanziamento ad opera dell’impresa sociale Con i bambini, ente attuatore dei programmi del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Oltre a perseguire un effetto leva delle risorse a disposizione, questo meccanismo di finanziamento intende valorizzare le capacità progettuali dei soggetti del territorio e sperimentare forme di innovazione, sia negli ambiti di intervento sia nelle modalità operative o metodologiche scelte.
Il marchio del progetto Evo 4.0 è stato realizzato dalla società Fattoria Creativa.

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