La torre dei Rustici a Terni
La torre dei Rustici a Terni

La torre dei Rustici un gioiello da tutelare e salvaguardare

La visita guidata di Carlo Favetti e quella segnalazione sui social

di Carlo Favetti

TERNI – Girando per la città e scrutando angoli caratteristici, anche i più impensati, scopriamo meraviglie storico artistiche di grande pregio che dovrebbero essere tutelate per la loro originalità oltre ad essere identità vera della municipalità. Dopo esserci interessati della torre dei barbarasa, in via Roma ( fortunatamente in fase di recupero), questa volta ci occupiamo della torre dei Rustici che si trova in un civoli adiacente la pasticceria della più famosa Pazzaglia.

La torre che meriterebbe essere valorizzata in modo diverso, a tutt’oggi è schiacciata tra l’insediamento moderno con qualche eccezione di intervento non proprio consono. Dal Web ci viene una segnalazione da parte dello studioso Pirro che oltre a farci notare la torre in se stessa, ci ha stimolato a fare una approfondita ricerca non solo dell’insigne monumento ma anche la storia di questa famiglia illustre che che ha dato il nome alla stessa torre. I Rustici, non si tratta dei famosi biscotti ma di una nobile Famiglia tra le più antiche di Terni ove appare in posizione ragguardevole fin dal 1259 quando Pietro, sindaco del municipio, per 675 libbre lucchesi, acquistò una quarta parte del castello di Papigno da Anselmo, del fu Transerico Arroni, potente feudatario umbro. I discendenti del detto Pietro pel corso di oltre sei secoli ricoprirono sempre le primarie cariche cittadine di Priore e di Gonfaloniere. Merita speciale menzione Marcantonio, cavaliere della Milizia Aurata, valente e influentissimo oratore, alla cui morte, avvenuta nel 1458, il pubblico Magistrato volle decretare solenni onoranze, come risulta dalle civiche riformanze. La famiglia ai primi dell’ottocento ha vestito l’abito dell’Ordine Militare di Santo Stefano di Toscana in persona del Conte Vincenzo. La famiglia è iscritta genericamente nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano del 1922 col titolo di Patrizio Ternano. Un altro ramo tratta: Antica famiglia le cui memorie risalgono al XIII secolo. Aveva il sepolcro in Santa Maria sopra minerva. Insomma questa torre come tanti altri monumenti della nostra città, meriterebbero un’attenzione maggiore e una catalogazione non solo parte della Soprintendenza ma anche dell’ente locale, che per primo ha il dovere e l’onere di tutelare i monumenti storici e salvaguardare da eventuali manomissioni selvagge. E cittadini e il mondo associazionistico intervengono affinché il patrimonio storico e architettonico deve a tutti i costi essere salvaguardato e tutelato.

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