di Marco Brunacci
PERUGIA – Politica Mix, le novità della giornata.
Il Pd sceglie il segretario nazionale/1. Assisi e Città di Castello fanno il record negativo di partecipazione alle urne. A Città di Castello, che è stata emblema dell’Umbria rosso fuoco, sono andati a votare solo in 84. Forse il centrodestra troverà ancora modo di mordersi le mani per aver regalato la vittoria a un sindaco del Pd, riuscendo a dividersi in maniera tale da non andare neppure al ballottaggio. Ad Assisi il segnale è diverso, riguarda il sindaco Stefania Proietti. Lei e il suo consenso, con il Pd, c’entrano poco.
Il Pd/2. A Terni città successo di Cuperlo, l’Ingrao degli anni 2020, su Bonaccini.
A questo punto è scattato il microsondaggio fatto in casa da Umbria7. Alla domanda, come potrebbe incidere l’eventuale permanenza all’estero (Miami) di Fabio Paparelli, il leader a Terni dei sostenitori di Bonaccini, sul voto dei gazebo, i ternani interpellati così rispondono:
a. il 70% meglio per Bonaccini
b. il 25% peggio per Bonaccini
c. il 5% “Paparelli chi”?
Il Pd/3. Per chi prova a dare dei fatti una lettura con elementi di sociologia essenziale, due spunti di riflessione: il Pc-Pds-Ds-Pd partito di massa, in Umbria, visti i nuovi numeri, è solo un ricordo, difficile che torni. Il Pd attuale è un partito diviso in due e che deve essere almeno riarmonizzato: c’è quello delle periferie, della base operaia e quello della Ztl, dell’intellighenzia, vera o presunta, tutta diritti e sogni green e meno concentrata sulle questioni del sociale (l’economia, le vecchie e nuove povertà).
La sfida Latini-Masselli/1. San Valentino, una rosa con più spine che petali per il sindaco uscente e chissà se rientrante. Secondo il sito Umbriaon l’iniziativa del Comune di Terni di portare i crocieristi a Terni è stata «un flop». Un protagonista del centrosinistra cittadino dei tempi d’oro diventa caustico: «Dovrebbero riprovare facendo risalire alle motonavi il Nera fino al canale del Recentino. E lì trasferire i turisti in appositi gommoni. Magari va meglio…».
La sfida/2. I consiglieri comunali uscenti della Lega, come più volte segnalato da Umbria7, sono tra i più radicali critici dell’operato del sindaco Latini e i meno convinti che debba essere riconfermato. Per questo, secondo un’indiscrezione, sarebbe stato scelto un ufficiale di collegamento per cercare di mediare: Chico Ferranti. Ferranti sembra motivato. Potrebbe avere, in un eventuale Latini bis, la presidenza del prossimo consiglio comunale.
La sfida/3. Tutto pronto per il summit del centrodestra, organizzato da Fratelli d’Italia, per scegliere il candidato a sindaco di Terni. Masselli è ancora in testa, ma Latini viene dato in recupero. Esiste la variante De Sio candidato, ma non convince tutte le anime di Fdi. E allora ecco che riparte – dopo quello sul secondo mandato tassativo – il refrain su “ormai è troppo tardi per sostituire il sindaco uscente” (si voterà il 14 maggio, salvo sorprese dell’ultimo momento).
È divertente sottolineare che il più clamoroso successo del centrodestra in Umbria è stato quello di Romizi, a Perugia, al primo mandato. Una candidatura a sorpresa, decisa nell’ultima notte utile, in sostituzione di quella dell’avvocato Zaganelli. Segno inequivocabile che non è mai il tempo il problema.
Ps. Su una eventuale candidatura della società civile ci stanno ancora riflettendo.


