Rosso ed energia nella mostra di Attilio Quintili

Protagonista alla GC2 Contemporary Art Gallery di Terni | FOTO e INTERVISTE

MARIA LUCE SCHILLACI

TERNI – L’artista Attilio Quintili è il protagonista della nuova mostra presso la GC2 Contemporary Art Gallery di Lorenzo Barbaresi: “Rosso/Red” il tema dell’evento.

Come ultima mostra della stagione 2022\2023 per la galleria la ricerca sull’arte contemporanea si sofferma ancora una volta sulla scultura e in particolare sulla ceramica scegliendo nel bacino di Deruta uno dei suoi rappresentanti più noti ovvero Attilio Quintili che della diffusione della ceramica ha fatto il suo dogma, riuscendo a collaborare con alcune delle gallerie nazionali (Montrasio, Milano) ed internazionali

(Contini, London) più importanti.

Il suo primo intento di custodire le antiche tecniche tramandategli dai suoi avi, egli discende infatti da una famiglia di ceramisti arrivati alla terza generazione, si trasforma presto in una grande attenzione sul contemporaneo che lo ha portato a sperimentare nuove tecniche di formazione della terra cotta. Queste infatti seguono la forza degli elementi piuttosto che la maestria dell’artista, le sue opere nascono con una o più cariche esplosive che vengono fatte detonare all’interno del panetto di terracotta, la successiva deflagrazione squarcia questo fragile composto segnandolo con i movimenti e le forme che la cottura al forno renderà perenni.

La mostra a cura di Giorgio Bonomi è visitabile dal martedì al sabato 10-13 e 16-19.30, domenica su appuntamento presso la sede in vico San Lorenzo 5.

BIOGRAFIA

Attilio Quintili vive e lavora a Deruta, città dove la tradizione della ceramica è storicamente radicata, Attilio Quintili si forma come ceramista, ma fin da subito orienta la sua ricerca artistica verso un linguaggio contemporaneo. Come un alchimista, Quintili è affascinato dalla materia e dalle reazioni che si possono generare dall’incontro con altre forze. In particolare, dal 2012 l’artista inizia ad applicare

cariche esplosive direttamente nel blocco di argilla, rileggendo in maniera fortemente personale la ricerca dell’informale verso nuovi modi di trattare la materia. Anche se Quintili studia la precisa collocazione delle cariche per orientarne l’esplosione, l’argilla si squarcia e si plasma con risultati non completamente prevedibili dall’artista. Liberandosi con un’energia creatrice che trova nella materia stessa il suo nucleo, questo procedimento genera delle affinità con i processi cosmogonici, come per la nascita delle stelle. Il risultato finale è una scultura complessa che si presenta come un’analisi allo stesso tempo sul pieno e sul vuoto, sul frammento e l’assenza, spingendo la conversazione su un piano più concettuale.

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