Via al Bonus mamme, Tesei dà 1.200 euro per i bebè. Ma ora si apra la riflessione sulla “glaciazione” delle nascite

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Culle vuote, l’Umbria da record (con l’Italia). Ma oltre ai problemi economici dietro il cruciale tema della denatalità c’è forse anche una “filosofia” condivisa che però porta al declino. L’allarme lanciato dal vicesindaco-pediatra Tuteri e i suoi suggerimenti

di Marco Brunacci

PERUGIA – Bonus neomamme, si parte. Dal 4 maggio fino al 3 giugno, le mamme che hanno un bebè al massimo di 12 mesi possono avere i 1200 euro, una tantum, della Regione, cumulabili con altri aiuti alla famiglia. Per i particolari rimandiamo alla nota della Regione qui di seguito.
Resta la questione: saranno i bonus (per altro con i limiti che ha il sistema dei bonus) a invertire il trend che sembra così orientato dell’inverno demografico, delle culle vuote?
Umbria7 ha ospitato un intervento del vicesindaco-pediatra di Perugia, Gianluca Tuteri, molto apprezzato e condiviso dai lettori.

La tesi sostenuta, da una persona che da tutta una vita lavora con i bambini e i loro genitori e di figli ne ha sei, è che i bonus economici possono essere sicuramente un aiuto. Qualunque iniziativa proposta, dal Governo nazionale alla Regione fino all’ultimo dei Comuni, è da considerarsi meritoria. Soprattutto – come sta facendo personalmente la presidente della giunta regionale umbra, Donatella Tesei – per far suonare l’allarme su una questione di cui non si è ben capito l’importanza cruciale per la tenuta economica ma soprattutto sociale di un Paese. E, visto che l’Umbria ha numeri da record di denatalità e di invecchiamento della popolazione, nello specifico anche di una regione.
Ma la questione però – sostiene Tuteri e con lui altri osservatori – ha radici più profonde. Nasce dal desiderio di rifuggire dalle responsabilità di un’intera generazione, dalla propensione a non far riferimento a una “carta” dei doveri, insieme a quella dei diritti.
Ben vengano i bonus economici – conclusione di Tuteri – ma via con una campagna di sensibilizzazione sulla questione che costringa a riflettere le generazioni di mezzo, quelle che, se hanno figli, si vestono come loro, facendo finta di non sapere che hanno l’obbligo di essere per loro delle guide in società sempre più complesse.
Dietro la denatalità c’è una indiscutibile questione economica e su questa si può intervenire e incidere (come fa Tesei), ma c’è anche forse una sorta di più sottile e inquinante filosofia tacitamente condivisa. Sulla quale però forse è il caso di iniziare collettivamente a riflettere.
C’è una generazione frenata da un miope mix di edonismo, di egoismo sociale, di sciatteria morale quando si tratta di responsabilità e di doveri?
O anche qualcosa di più: i figli sono (in ogni caso) un fattore di instabilità in un mondo che cerca di mantenere equilibri, anche di potere?
Qualcuno promuoverà dopo i bonus, i confronti?

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