fra.cec.
PERUGIA – Già nello scorso mese di agosto c’era stato un annuncio di chiusura del circolo culturale Mirò ma, nel bene o nel male, il punto di ritrovo e di aggregazione sociale al centro dell’area verde del parco di Rimbocchi a Perugia era rimato a galla.
Sembrerebbe invece, leggendo un post di Antonio Lusi – che del Mirò è sempre stato uno dei principali attori – sul social network Facebook che chiuda definitivamente e «lo fa senza alcun tipo di ripensamento». Una sofferta nonché «amara scelta (che scelta poi non è) mi porta a riflettere su chi possano essere i vincitori e vinti di questa partita se così vogliamo definirla».
Sono vincitori, scrive Lusi: «In primis, colui che ci ha reso la vita impossibile per ben quattro anni, il “telefonatore” seriale, quello che in modo o nell’altro riesce sempre nascondendosi dietro ad un anonimato tipo segreto di stato, ad ottenere ciò che vuole, ovvero rendere parco Rimbocchi off limits nei confronti di tutti coloro provano a fare qualcosa di aggregante. Ebbene, anche questa volta c’è riuscito. Hanno sicuramente vinto, anche tutti coloro che hanno usato parco e circolo, per fare cassa e una qualche notorietà per poi alla prima occasione utile, girarti le spalle per continuare a fare cassa altrove ma sempre con la scusa del sociale e del green (pecunia non olet diceva qualcuno)».
Vince, prosegue la nota: «Anche chi ha permesso silentemente il massacro di un’associazione che si è impegnata in un progetto di riqualificazione di un’area depressa, permettendo i sistematici soprusi che troppo spesso abbiamo dovuto subire. Tornerà a vincere l’illegalità diffusa, quella che non verrà perseguita perché probabilmente fa meno rumore della musica. Sotto un certo di vista vincerò anch’io, in quanto non più costretto al sistematico quanto fastidioso riconoscimento attraverso documenti personali, alle reprimende, agli esposti ed ai costosissimi verbali che di tanto in tanto si materializzano per presunte violazioni di norme tutta da dimostrare ma che nel frattempo ti costringono a rivolgerti a legali con ulteriori costi».

A non vincere invece per Lusi sono: «L’associazione culturale Mirò innanzitutto, nonostante l’impegno profuso, la voglia di coinvolgere pubblico più o meno giovane, la ricerca spasmodica di dare a quel posto una sua credibilità attraverso i tantissimi eventi svolti alcuni dei quali temo irripetibili e tutti a carico della stessa». Ma sono anche: «Quei cittadini, quelli onesti e vogliosi e quelle poche ma importanti associazioni che con noi hanno diviso alcuni importanti progetti. Un ottimo consigliere comunale, di cui non faccio il nome per non metterlo in imbarazzo, che ha sempre risposto presente e che mi auguro che in futuro possa avere incarichi più pregnanti».
Sul futuro: «Non so che fine farà parco Rimbocchi, se ci sarà mai qualcuno che vorrà prendersi l’onere di gestirlo, di sicuro, seppure in un certo qual modo sconfitti, usciamo da lì a testa alta, consci che abbiamo fatto tutto il possibile se non di più, per ridare questo piccolo spazio alla città».
«Con questo ultimo post – conclude Antonio Lusi – mi congedo da associazione Mirò e da parco Rimbocchi, d’ora in poi, mi auguro di potere tornare al mio vero lavoro al 101% senza l’ansia di dovere essere trattato quasi alla stregua di un criminale. Mi spiace, ma è giunta l’ora di dire basta. Le chiavi del circolo sono a disposizione degli uffici competenti, per tutto il resto, sfalcio erba, rifiuti e quanto altro, ci penserà chi ne è preposto o chi verrà dopo di noi».


