«Tari più cara per cittadini e imprese», a Città di Castello parte la protesta

Il Coordinamento per il cambiamento all’attacco sulla gestione dei rifiuti

CITTÀ DI CASTELLO (Perugia) – La sinistra di opposizione non ci sta e punta il dito contro il depauperamento della partecipata sui rifiuti e sull’aumento della Tari.  

A denunciare l’arrivo di bollette più pesanti è stato il Coordinamento del cambiamento (composto da Castello Cambia, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi Sinistra, Sinistra civica progressista), che ha fatto il punto della situazione nel corso di una conferenza stampa che ha visto la partecipazione di Emanuela Arcaleni, Vincenzo Bucci, Enrico Paci, Christian Biagini ed Eleonora Stacchetti.

Come hanno rilevato i rappresentanti del coordinamento, la Tari «sale del 4,60% con un aumento in media del 3% per le famiglie e del 16% per le imprese. il tutto ricadrà sulle spalle dei contribuenti che nei prossimi mesi si vedranno recapitare la bolletta della nuova società incaricata, la Sog.Eco., alla quale è stato affidato il servizio, il cui costo è passato dagli 8 milioni circa a oltre 8,7 milioni perché vi sono stati ricompresi gli oneri di partecipazione alla gara d’ambito»,  portando «rischio d’impresa, ammortamento dei costi dell’impianto, remunerazione del capitale investito».

Stando a quanto affermato dal coordinamento «aver partecipato e vinto una gara che avrebbe dovuto abbassare il costo del servizio, secondo criteri di economicità ed efficienza, non ha portato alcun vantaggio. Non solo ha permesso il passaggio della gestione del servizio dalla mano pubblica ed una società a maggioranza privata, ma saranno i cittadini a pagarne i costi, senza alcun beneficio».

Per i rappresentanti del coordinamento «non vengono conteggiati, senza alcun fiato da parte del Comune, gli introiti per il conferimento in discarica di centinaia di tonnellate di rifiuti regionali: dove sono finiti e dove finiscono i milioni incassati e perché si continua a non utilizzarli per abbassare il conto della Tari dei tifernati che vedono il loro territorio deturpato da una discarica, ancora ampliata di 300mila metri cubi, senza averne alcun beneficio?».

Viene quindi lanciato un appello sfida alla nuova governance di Sogepu: «Il primo impegno, se ne ha la forza, sia quello di ottenere l’abbassamento della Tari per i cittadini e di rendere trasparenti i conti, evitando di sperperare il denaro in consulenze faraoniche: a tal fine chiediamo la presentazione del bilancio in Commissione controllo e garanzia, in attesa che si presentino al più presto le linee di indirizzo».

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