TERNI – La notizia della messa in liquidazione della Ternana Calcio rappresenta un colpo durissimo, non solo per il panorama sportivo nazionale, ma per l’anima stessa della città di Terni. Cento anni di storia – dichiara Valdimiro Orsini (Masselli sindaco) – passione e identità rischiano di essere cancellati con un colpo di penna, lasciando un vuoto incolmabile in una comunità che ha sempre visto nelle “Fere” un simbolo di riscatto e appartenenza.
Rivolgo un appello accorato e fermo alla proprietà affinché possa esserci un immediato ripensamento. Mettere in liquidazione la società significa condannare a morte il titolo sportivo e disperdere un patrimonio che appartiene, prima di tutto, ai tifosi e alla città. Chiedo un atto di responsabilità e di rispetto: si esplorino tutte le strade alternative, si aprano tavoli di negoziazione trasparenti e si valuti ogni possibile subentro che possa garantire la continuità della società.
“La Ternana non è un semplice asset aziendale, è un bene comune che non può sparire nel nulla.”
Non si può, inoltre, tacere davanti all’atteggiamento della Regione Umbria e di numerosi esponenti politici locali e regionali. È inaccettabile assistere a un silenzio che sa di indifferenza o, peggio ancora, scorgere sorrisi di circostanza e compiacimento dietro questa tragedia sportiva.
Va stigmatizzata con forza l’assenza di interventi concreti da parte degli enti regionali, che sembrano osservare il declino del club come un evento inevitabile anziché come una crisi sociale da scongiurare. Allo stesso modo, va condannato il cinismo di chi, in queste ore, sembra quasi trarre giovamento dal ridimensionamento di Terni, dimenticando che il calcio è un motore economico e sociale vitale per l’intero territorio.
La politica ha il dovere di tutelare le eccellenze del proprio territorio, non di alimentare polemiche, alzare polveroni o, peggio, voltarsi dall’altra parte mentre un vessillo storico viene ammainato.
La città di Terni non resterà a guardare. Chiedo con forza che la proprietà faccia un passo indietro rispetto alla liquidazione e che le istituzioni escano finalmente dal loro torpore. La Ternana Calcio deve vivere: lo dobbiamo alla nostra storia, ai nostri colori e alle future generazioni di tifosi.
Il titolo sportivo non si tocca. La Ternana è Terni».


