PERUGIA – Un Protocollo per la sicurezza con l’Istituto zooprofilattico contro gli attacchi di criminali informatici: è quello firmato in questura, alla presenza del vice questore vicario Maria Grazia Coarrdo, dal dirigente del Centro operativo sicurezza cibernetica polizia postale e delle comunicazioni Umbria Michela Sambuchi e dal direttore generale dell’Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Umbria e delle Marche Vincenzo Caputo.
La stipula di tale protocollo, nell’ambito della collaborazione e della sicurezza partecipata, è orientato a definire un’ampia azione di prevenzione e contrasto dei crimini sui sistemi informatici, nonché ad assicurare l’integrità e la funzionalità di un’infrastruttura critica e strategica quale l’Istituto zooprofilattico, i cui sistemi informatici e le cui reti telematiche di supporto sono da considerarsi estremamente sensibili per la loro natura di operatori di servizi essenziali. Il rapporto di collaborazione tra il Cosc Umbria e l’Istituto Zooprofilattico si sostanzierà «nello scambio di informazioni, nella programmazione di incontri di carattere formativo e nella predisposizione delle procedure di intervento, atte a prevenire e a neutralizzare attacchi informatici di natura criminale e terroristica».
«La polizia di Stato – ha detto il vice questore Sambuchi – mette a disposizione la competenza, le risorse tecnologiche e l’esperienza maturata nel settore del contrasto al cybercrime, in via esclusiva attraverso il C.N.A.I.P.I.C. a livello centrale e mediante i nuclei operativi dislocati sul territorio nell’ambito dei Centri Operativi per la Sicurezza Cibernetica Polizia Postale e delle Comunicazioni regionali che, quotidianamente, scendono in campo per monitorare le “anomalie” presenti nella rete al fine di fornire tempestive ed efficaci risposte alle insidie in essa presenti, suscettibili di pregiudicare la regolarità dei servizi di telecomunicazione, dei sistemi informatici e delle reti telematiche, identificati come “infrastrutture sensibili di interesse pubblico” a livello regionale».
«Tale cooperazione – ha commentato Caputo – risulta strategica per l’Ente al fine di proteggere il proprio patrimonio informatico che intercetta il comparto della Sanità Animale e delle produzioni agro-zootecniche alimentali ai fini della loro salubrità complessiva».







