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“Io, noi e Gaber”: l’omaggio al signor G. a 20 anni dalla sua scomparsa

La proiezione del docufilm in Umbria. Ecco dove

Foto di Luigi Ciminaghi - Fondazione Giorgio Gaber
fra.cec.

PERUGIA – Cinema Caporali a Castiglione del Lago, Nuovo Cinema Castello a Città Di Castello, The Space a Corciano, Uci Cinemas e Cinema Méliès a Perugia, The Space a Terni le sale che proietteranno dal 6 all’otto novembre “Io, noi e Gaber”, il docufilm sul signor G. scritto e diretto da Riccardo Milani, realizzato in occasione del ventennale della sua scomparsa.

Prodotto da Atomic in coproduzione con Rai documentari e Luce Cinecittà (distribuzione Lucky Red), il progetto è promosso dalla Fondazione Gaber. Girata tra Milano e Viareggio, nei luoghi della vita di Giorgio Gaber, la pellicola rimanda al pubblico il ritratto più che mai vivo e incisivo del signor G., al centro di una delle pagine più preziose della storia culturale del nostro paese. Un viaggio esclusivo che attraversa tutte le fasi della sua carriera artistica, partendo daall’esordio nei locali di Milano al rock con Adriano Celentano, dal sodalizio artistico e surreale con l’amico Jannacci ai duetti con Mina e alle canzoni con Maria Monti. Dagli anni della popolarità televisiva al teatro, con l’invenzione, insieme a Sandro Luporini, del teatro canzone, piena espressione del suo impegno politico e culturale. Sullo sfondo, come locus amoenus che tutto muove e in cui tutto converge, si staglia il teatro Lirico di Milano, simbolo del vicendevole amore tra Gaber e il pubblico milanese, e che oggi porta il suo nome (teatro lirico Giorgio Gaber).

Attraverso il ricordo (e la voce) di familiari e amici, Milani traccia un ritratto intimo e appassionato di Gaber e la sua storia personale grazie alle parole della figlia Dalia e delle persone storicamente a lui più vicine, nonché di colleghi e artisti che lo hanno vissuto e amato. Il docufilm vede la partecipazione speciale di Gianfranco Aiolfi, Massimo Bernardini, Pier Luigi Bersani, Claudio Bisio, Mario Capanna, Francesco Centorame, Lorenzo Jovanotti Cherubini, Ombretta Colli, Paolo Dal Bon, Fabio Fazio, Ivano Fossati, Dalia Gaberscik, Ricky Gianco, Gino e Michele, Guido Harari, Paolo Jannacci, Lorenzo Luporini, Roberto Luporini, Sandro Luporini, Mercedes Martini, Vincenzo Mollica, Gianni Morandi, Massimiliano Pani, Giulio Rapetti – Mogol, Michele Serra.

«Giorgio Gaber è stato una persona importante della mia vita – le parole del regista – Da piccolo mi ha divertito con l’allegria di Goganga, Il Riccardo o La Torpedo blu, e dal liceo in poi mi ha fatto alzare la testa e avere uno sguardo sul mondo segnando il mio percorso di formazione. Raccontarlo per me è stato soprattutto un modo per ringraziarlo per tutto quello che nei decenni mi ha dato e, soprattutto, ha dato a tutti noi. È stata una voce importante per tutti noi anticipando tutto quello che in questi decenni si è avverato, prevedendo che l’ideologia del mercato avrebbe schiacciato oggi tutte le altre, segnando una disperata continuità tra lui e Pier Paolo Pasolini. Per questo, tra le rarissime certezze della vita, ce n’è sicuramente una: Gaber ci serve ancora e ci serve adesso».

Un lavoro lungo e intenso – il commento di Paolo Dal Bon, Presidente della Fondazione Gaber – al quale la Fondazione ha partecipato rimanendo sempre vicina al regista e alla troupe. Abbiamo avuto il privilegio di assistere ad un vero e proprio lavoro cinematografico, il vero cinema applicato al racconto della storia artistica e della vita di Giorgio Gaber, che ci auguriamo possa restare a disposizione di tutti per sempre, proprio come i film classici. Un’opera realizzata con grande passione, rispetto e ammirazione per la figura di Gaber, come se fosse in qualche modo sempre presente, come se aleggiasse sul lavoro di tutta l’equipe».

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