TERNI – Il Natale di Sanremo sboccia. Ah no, è il Natale di San Valentino. Fa lo stesso: come si chiama si chiama è quello di Terni. Ed è quello che insieme alle luminarie fa arrivare nella “Città dell’amore” tante piante fiorite sui lampioni della pubblica illuminazione. Chi le paga? UniCusano. Chi le monta? Spazio Verde, che si occuperà anche della manutenzione. Quanto pesano? Non ce lo dice nessuno. Tre, cinque, forse sette chili quando la terra è bagnata. I vasi sono progettati per dispendere l’acqua piovana in eccesso ma i pali che li sostengono sono progettati solo per sostenere il peso delle lampade. Ora, lo stato di conservazione dei pali sarà sicuramente sato verificato: il Comune non rischierà mica di passare un Natale come quello del 2011, quando il peso delle luminarie piegò il pennone della fontana di piazza Tacito. A proposito, dei lavori urgenti di riverniciatura del castello, non se ne sa più niente. Prima il vice sindaco annuncia di portare il caso in tribunale, poi di risolvere la cosa “bonariamente”, poi silenzio.
Ma torniamo al Natale di Sanremo. Che oltre ai 300mila euro stanziati in parte dall’ente pubblico e in parte dalla Fondazione Carit beneficia della sponsorizzazione dell’Università di Stefano Bandecchi «per attività legate alla cura del verde pubblico comunale e degli spazi pubblici in genere», vale a dire per le 200 fioriere ornamentali che intanto sono comparse in corso del Popolo, via Mazzini, piazza Valnerina.


