DI MARCO BRUNACCI
PERUGIA – Block notes, aggiornamenti.
1. Il centrosinistra ha le idee chiare sulla candidatura per Perugia? Sì, certo. Il problema è che ne ha almeno 5 o 6. Il ritorno in scena del professor Ferrucci è tutt’altro che passeggero. Nel motore – oltre ai consueti sponsor di sinistra e la benevolenza ex grillina – ha il consigliere comunale Hromis, che sarà minoranza mel Pd ma è uno che non molla. Ed è sempre pronto a colpire con la richiesta di primarie. Problemi per Ferrucci candidato? Due su tutti. Uno: per far passare un candidato di Hromis, Sarah Bistocchi, con merito un’istituzione del Pd, deve prima convertirsi agli Hare Krishna e alla Pace Universale. Finché non la vedete girare vestita di arancione, la candidatura è da considerare una missione quasi impossibile. Due: il fattore MO (Maurizio Oliviero) non conterà- come sostiene lui – ma se appena appena qualcuno prova con l’IA a scrutare nel suo pensiero, rischia di trovarci maggiori simpatie per Belardi e forse anche per la Tizi rispetto a Ferrucci (ricordiamo agli sprovveduti che i tre sono docenti dell’Ateneo di cui Oliviero è rettore).
2. Voci dal fronte Leonelli. E’ vivo (come candidato, ben inteso) e lotta con noi (o anche contro). Ma ormai lavora su un preciso canovaccio: appoggerà un candidato (di area centrosinistra) se lo riterrà valido, altrimenti corre in proprio. E Azione non lo potrà ignorare. (Ps. Andando a indovinare, ha più simpatie per una candidatura Cristofani piuttosto che per Ferrucci o la Tizi).
3. In vista delle elezioni per la Regione dell’1 e 2 dicembre, nel centrodestra, sotto la coltre di quieta cenere, restano accesi tizzoni roventi da girone infernale. O tempore, o mores (e nessuno traduca “il tempo delle more”).


